Les pieds de Paris

ParisPieds5 ResizedUna scappata a Parigi, un breve week-end, lungo un attimo guardando l’orologio che scandisce la vita, lungo abbastanza, guardando il mio cuore che chiede il suo Tempo (e il suo Spazio) per mettere a posto i tasselli del mio mosaico. Lungo solo abbastanza perché domenica era una giornata talmente bella, talmente libera, talmente facile che andar via prima del tramonto è stata una fatica.ParisPieds1 Resized

Non era una domenica come tante, e non solo per il cielo azzurro come lo disegnerebbe un bambino, o per il sole che intiepidiva l’aria autunnale facendo sfilare a tutti il cappotto infilato il giorno prima, o per l’erba ancora umida dalla notte che accoglieva persone in cerca di pace con la baguette sotto al braccio pronte per un fugace pranzo all’aperto.

ParisPieds3 ResizedEra una domenica dedicata ai piedi: 27 Septembre, Paris sans voitures. Tutto il centro da les Champs Elyseés a la Bastille, da la Rive Gauche a la Droite, tutto il centro senza auto (o meglio, solo mezzi pubblici nelle vie principali e niente in quelle secondarie) e quindi tutti a piedi o in bici o in monopattino o (i più pigri, o i più curiosi) sui quei biruote elettrici col manico che sembrano un po’ degli aspirapolvere.

ParisPieds2 ResizedTra tutta la gente sorridente una sensazione di soddisfazione soffiava come una brezza, come se tutti si fossero riappropriati dei propri spazi, del proprio Tempo, dei propri sentieri; potersi fermare a guardare, o a pensare, tutte le volte che si vuole, godersi il viaggio lungo o breve che sia, scoprire i particolari che non si ha mai modo di vedere .. una sensazione di libertà.

Piedi che vanno, piedi che vengono, pedalano, si fermano, riposano, dormono, ballano, piedi scalzi, piedi tutti uguali e tutti diversi. E che fossero i piedi i protagonisti del week-end l’avevamo già capito il sabato sera, sotto uno dei soffitti più belli del mondo, disegnato e colorato da Chagall, dove ballerine e ballerini professionisti, che noi amiamo pensare danzino per loro e non per noi (per dirla come Nureyev), hanno liberato il loro movimento, dando vita ad una musica fatta del rumore dei passi sul palco che incredibilmente si sente tanto quanto la musica dell’orchestra.ParisPiedsChagall Resized

Coreografie di Robbins, Balanchine e Millepied (tanto per rimanere in tema) per Les Étoiles, Premiers Danseurs and Corps de Ballet de l’Opera de Paris e musiche di Muhly, Prokofiev e Tchaikovski per la Paris Opera Orchestra diretta da Maxime Pascal, con uno strepitoso violino solista, Frédéric Laroque

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QUI alcune altre foto dello spettacolo (foto ©Ann Ray/OnP)

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huit, ocho, eight, otto

IMG_2706 ResizedOn board during these races we’ll speak a mix of English and Spanish.” These were the first words of Captain Mikael on Thursday, last week, at the meeting before the first race we were going to sail in Mahon, XII Copa del Rey Panerai – Vela Clásica Menorca. And I’ll try to do the same here, also if Spanish will be an hard one for me to write (but thanks to some friend correcting me some mistakes!).

FullSizeRender-2 (1) ResizedEl jueves no fue el primer día de navegación, ya que el miércoles tuvimos un entrenamiento que supuso una manera de aprender sobre este magnífico barco, a conocernos, mezclar a todas las personas que componen esta gran tripulación: un grupo muy heterogéneo con antecedentes, experiencias, historias e idiomas muy diferentes. (photo©ImieiMari^__^.)


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O
ne of the first things attracting my attention when I jumped on board was one of the boat’s T-shirt, showing on the back a big “8” composed by lots of tiny human figures, and two words: “connecting sailors”. I learnt during these 5 days in Mahon what does it means exactly, it’s not just a matter of meeting people, as you do going to sail in a big event and chatting after the races with hundreds of different persons, it’s creating connection, finding some new friends, talking about each other business, or life, and you slowly mix up with the crew, teaching you lots of new things, transforming yourself over the days from feeling to be a guest to be part of a group.

IMG_2711 ResizedEl barco es una maravilla, tanto sobre la cubierta como bajo ella. Se conferma en su forma original y no cuenta con ningún dispositivo moderno para navegar a vela, lo cual significa que necesita una gran cantidad de brazos y piernas: es un trabajo duro, pero fascinante y cautivador. La cantidad de tela en el mástil es increíble y transfiere al barco una enorme potencia que se puede sentir especialmente cuando el barco va navegando de largo. IMG_2788 (1) ResizedEste barco no me trajo sólo una regata, me dio la oportunidad de vivir una gran experiencia porque siempre hay algo que aprender (¡¡no correr a bordo!!) y nuevos lugares que descubrir: Mahón con sus aguas y acantilados es una perla del Mediterráneo.

IMG_2747 (1) ResizedI know “something” about this Vintage race, I’m from Imperia where we host this World every other year, getting knowledge about what it is, what it needs and how charming is. But it is a way more, it’s like living on the other side feeling different sensations and looking things from a different point of view. I’ve been even more proud to be onboard because of this, getting the opportunity to breathe this vintage wind, to leave my hands’ skin on those old-style stiff sheets, to do again things lost in my memory, and to feel my passion for sailing flowing through my body in the usual powerful way, no matter if I’m on a dinghy, on modern racer, on a cruiser or on a Queen like this one.

IMG_0751 (1) ResizedMi amiga Diana me trajo a bordo, ella conoce mi pasión por la vela y estoy muy feliz de haber navegado con su sonrisa y bayo su mando .. ella ha sido una gran jefa para mí y para mis nuevos amigos Manolo y Tiste (trabajar duro juntos ayuda a ser amigos). FullSizeRender-4 Resized

Pasaban tantas cosas que suceden desde la mañana hasta la noche .. preparar el barco para las regatas, la salida y la entrada acompañada con la música de una gaita, izar las velas (que no es broma), navegar, ajustar las velas, arriarlas, navegar, maniobrar, aprender, asear las velas y la cubierta .. y, pese a todo, ha habido tiempo para hablar con la tripulación antes de estar en el barco, en el puerto, bebiendo cerveza a bordo y mojitos en tierra y para disfrutar de la maravillosa, elegante y agradable navegación. (photo©ImieiMari^__^.)FullSizeRender-6 (1) Resized

MoonbeamIV_Mahon_1 ResizedWe won, with a perfect performance being 3 times first: but it’s not only the results bringing satisfaction, also growing into this crew, understanding processes and uses day by day has been a great goal for me. But above all, one thing makes me really excited, to the point of frizzling, something difficult to describe, because only being on board in that moment could explain exactly the feeling: we entered Mahon fjord with all sails (all, including the balooner) displayed, up to the finishing line, at the sunset. I’ve no words a part one: majesty. That day Moonbeam IV brought to Mahon an anticipation of the Full Moon that brightened up the following Menorquina night. (photo ©LuisFernandez)IMG_0633 (1) Resized

IMG_2721 ResizedEt pour finir (c’est vrai que Mikael à dit “qu’on parlerait un mélange de Espagnol et Anglais”, mais en fin il y a été beaucoup de Français aussi), je veux remercier Xavier pour avoir partagé sa passion pour son bateau de rêve, Mikael, le Capitaine très inspirant, et tout l’équipage, Julie, Junie, Joel, Sam, Victor, que sont été très professionnel, patient, et toujours prêts à nous éduquer sur la vie à bord de Moonbeam IV. J’ai été très contant et très heureux de naviguer avec et d’aider à terre un équipage d’un tel niveau. (photo©ImieiMari^__^.)

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IMG_2903 ResizedAdios a todos mis nuevos amigos, espero que vamos a cruzar nuestro camino otra vez.

Ciao da Imperia, Gico

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photo@FrancescoRastrelli (Vele d’Epoca di Imperia 2014)

 

Les copains (e non si parla di prêt-à-porter)

LesCop2 ResizedMettere insieme un folto gruppo di amici appare talvolta arduo, ma in realtà è sempre un tal piacere (e lo si sa già da prima che lo sarà) che tanti di quei motivi e impegni per cui appare arduo, si fanno da parte da soli, per lasciar spazio a una serata come si deve.

LesCop6 ResizedE quando ci si trova insieme, attorno a un grande tavolo immaginario dove ognuno si siede dove capita, dove vuole, come vuole .. mangiando e bevendo quel che c’è .. ecco è un po’ come essere nudi, nudi dell’ambiente circostante che ci scandisce troppo spesso la Vita.

LesCop4 ResizedLesCop9 ResizedVecchi amici, amici nuovi, persone che non si conoscono tra loro, altre che si ricordano di un salame condiviso anni fa, certi visi stanchi ma sorridenti, chi non credevi proprio di vedere, chi avresti voluto vedere ma non c’era, “sfide” che durano da una Vita, Amori di sempre, chi si divide tra due feste, gente che viene e gente che va, sorelle fratelli figli e “figliacci” … un guazzabuglio 🙂 che profuma di libertà, la libertà di stare insieme senza troppe condizioni.

LesCop5 ResizedLesCop8 ResizedChe Sanbe abbia un po’ di magia lo sappiamo, ma non è solo merito di Sanbe, c’è tanta magia anche in questo gruppo di amici che non fa fatica a tirar fuori tutta quella voglia di ridere insieme, oggi così come trent’anni fa, e di finire una serata a notte inoltrata, tra quei pochi coraggiosi che hanno sfidato le ore piccole, sedendosi attorno ad una sedia con due bottiglie di mirto e un pacco di patatine, ridendo fino ad un secondo prima di addormentarsi.

LesCop1 ResizedDopo momenti come questo penso che ci voglia proprio poco per essere felici, e comunque molto meno di quanto serve per essere infelici, vorrei solo essere capace di ricordarmelo tutti i giorni.

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città moderna


I
 giorni scorsi mi hanno lasciato con un sacco di pensieri, ma ce n’è uno in particolare, completamente slegato dagli avvenimenti socio-politici, che gironzola tra le curve del mio cervello. E come tutti i miei pensieri alla rinfusa, quando viene solletticato, si attiva portandomi a fare un po’ di ragionamenti.

amsterdam_bikesHo camminato a piedi per due giorni, muovendomi da Porto a Oneglia e viceversa, parecchie volte al giorno. Ok, devo dire che mi piace camminare e per principio uso la macchina solo quando non posso farne a meno, per cui questo stop forzato della circolazione non mi ha scioccato, né penalizzato troppo: come ho già avuto modo di dire, per questo frangente, sono un “ragazzo” fortunato.

Ma non era la stessa cosa: solitamente cammino a fianco di macchine che sfrecciano per le strade e pochi autobus male organizzati che fanno la spola tra alcuni punti nevralgici della città, o facendo la gimkana tra le auto che disperatamente cercano un parcheggio non più lontano di 50 metri dal punto che deve essere raggiunto. E di solito sviluppo la mia (personale) convinzione che a Imperia non esista il traffico e non esista un problema di viabilità: forse perché ho la fortuna di frequentare certi posti dove per fare 10 km impieghi un’ora, se ti va bene, e dove se cammini per la strada torni a casa con i polmoni neri di smog; ma dato che l’essere umano deve per forza crearsi un problema da risolvere, a Imperia abbiamo deciso che se non usi la macchina per percorrere due kilometri non sei contento, e quindi, disquisiamo di traffico e parcheggi.

Oslo toll ringA parer mio, le città moderne sono quelle che per tradizione o buonsenso hanno limitato il numero delle macchine: a Oslo se vuoi entrare in città guidando devi pagare un ticket (sì, c’è un casello come quelli dell’autostrada), oppure parcheggi fuori e ti muovi in altro modo. A Copenhagen e Amsterdam più della metà delle persone si spostano in bicicletta, anche d’inverno (abbiamo un’idea della differenza tra i nostri inverni e quelli di Copenhagen?).  A Venezia le strade per le macchine non le hanno neanche fatte (ma poi da buoni Italiani fanno passare i transatlantici nel Canal Grande … ).  A Toronto le autostrade attorno alla zona urbana hanno corsie preferenziali per le macchine con 3 o più persone a bordo, e se sei da solo, devi stare in coda. Nel centro di molte città se non hai un garage o un posto auto, non puoi accedere (proviamo ad andare a Montmartre con la macchina … ). Importanti scienziati hanno ormai decretato che non serve fare strade più larghe, ma occorre ridurre il numero di macchine, perché una strada larga, semplicemente, porta più macchine in un punto che però non le può assorbire (la “Superstrada” a Imperia è l’esempio clou).

cyclists-in-copenhagenTorniamo allo stop forzato dei giorni scorsi: ho camminato per una città piena di gente che andava a piedi (spesso ansimando), dove i parcheggi erano tutti liberi,  e dove l’aria era respirabile: tutta un’altra storia. E allora mi domando, se tutti coloro che possono non usassero più la macchina, lasciando la strada a chi invece ne ha bisogno, se le nostre Amministrazioni ci dessero dei buoni servizi pubblici accessibili, organizzati e puntuali, spingendoci, esortandoci (e dandoci l’esempio) a usare meno le macchine, se sfoderassimo delle belle biciclette, anche quelle elettriche, per esempio, e se veramente limitassimo la possibilità di circolazione, quale problema insormontabile si troverebbe di fronte la Città? Risposta: nessuno. Ne guadagneremmo in salute, potremmo chiudere il Centro (i Centri), non avremmo bisogno di strade alternative (quelle che ci sono sarebbero sufficienti), e soprattutto le botteghe di quartiere tornerebbero di moda!

Farebbe così schifo?

ri-tratto

al Parasio, ri-tratto da “Ritorno”, pubblicato su iLiguria tempo fa.

S.Peter ResizedChe io sia un Viaggiatore, in tutti i sensi lo si possa intendere, è un dato di fatto. La storia delle mie Scarpe, nota a chi mi conosce attraverso Facebook, racconta di ore volate, di chilometri camminati, di scalini faticosamente affrontati e sconfitti, di pedali (della macchina, non fraintendetemi) schiacciati e di miglia navigate, rigorosamente a vela. Che sia chiaro, non sono un Bear Grylls, anzi .. l’avventura mi piace ma se termina con una bella doccia ed un letto accogliente! Non ho mai capito cos’è che mi spinge al movimento, a parte ricondurlo alla genetica della nonna Lucia che non riuscì a stare ferma neanche a 90 anni; ma non cerco neanche di capirlo, in fondo non credo che cambierebbe le cose: mi piace andare in giro per il Mondo, quando posso.

SONY DSCSembra quasi che io abbia la necessità di scappare. Forse è vero, ma c’è un dettaglio fondamentale: torno sempre, e torno sempre volentieri. Sono nato a Imperia e la mia casa è sempre stata in Liguria, il lavoro che mi sono scelto e lentamente costruito mi porta a fare il pendolare, ma la Casa è qui. La voglia di tornare è un segnale fondamentale: viaggio per piacere o per lavoro, mi sono allontanato dalle cose, ho sfogato l’energia repressa col movimento … ma non sono scappato mai dai luoghi, e quindi, torno. Non è il posto più bello del Mondo in cui Vivere, potrebbe esserlo ma non lo è, e non è propriamente una radice che mi riporta qui tutte le volte, ma è la particolarità di certi dettagli, quasi sconosciuti, l’unicità di certi scorci, quasi sconosciuti … forse è proprio questo “sconosciuto” che mi piace, l’idea di conoscere qualcosa che altri non sanno vedere o apprezzare. Un po’ egoistico, ma è comunque un piccolo tesoro.

SONY DSCE nelle mie umane contraddizioni, torno anche per la speranza di poter fare qualcosa, o almeno di poter vedere questo posto diventare quello che si merita, il posto più bello del mondo in cui Vivere .. tralasciare quell’egoismo di due righe più sopra, e aprire il mio tesoro al mondo. Questi luoghi sono unici. Come molti altri luoghi del mondo del resto, anche se non tutti: dobbiamo riconoscerlo, la Liguria è un bellissimo posto.

parasio7Svegliarsi una mattina d’inverno qui su al Parasio e uscire sul terrazzo per stendere le Scarpe dopo un meritato lavaggio, e vedere San Pietro illuminata dal Sole ergersi tra quindici tetti tutti diseguali fa sempre un certo effetto (questo l’ho scritto in una splendida mattina d’inverno .. non in una nordica giornata di questa non-primavera 2013). L’avrò già visto 100 volte così, eppure trovo sempre qualcosa di diverso, sarà la luce, sarà il vento, saranno queste case antiche che hanno sempre bisogno di un tapullo (riparazione, in gergo locale), saranno le stagioni che si avvicendano e che cambiano i colori di un piccolo giardino incastonato tra le case sul quale si affaccia il terrazzo .. o saranno solo i miei occhi curiosi, certo è che il panorama non stanca mai.

SONY DSCBasta tornare la sera a ritirare le Scarpe e vedere San Pietro argentata dalla Luna su un mare di tetti neri e di nuovo fermarsi ad osservarla per un attimo. Oppure uscire dalla porticina laterale del palazzo (palazzo vuol dire una costruzione a 4 piani del 1750, con la scala di ardesia in alcuni punti ancora originale … che potrebbe essere un vero gioiello se solo gli abitanti lo volessero) e trovarsi sotto la scala della chiesa in un piccolo piazzale circondato da un muretto di pietra da cui si vede solo mare, Borgo Prino e tutta la costa fino a S.Lorenzo.

SONY DSCE poi perdersi sotto le Logge di Santa Chiara, perdersi non fisicamente, non è possibile. Perdersi a guardare un giardino lì sotto, o il Mare che inizia a spandersi tutto attorno al promontorio, questo Mare che ha infatuato tante persone, che le ha rese viaggiatrici, che le ha portate via, che le ha riportate a casa .. il Mare che modella ancora le nostre anime, un po’ asciugate dal Maestrale, un po’ salate dal Libeccio che porta l’acqua fino quassù, un po’ aguzze come la Galeazza, ma lisce come i sassi delle spiagge arrotolati dalle onde per chi ha voglia di avvicinarci.

SONY DSCVivere in un posto non è certamente la stessa cosa che visitarlo, le aspettative sono molto diverse e la criticità anche: ma di criticità, costruttiva, ne abbiamo tanto bisogno per sganciare un po’ questi luoghi incantevoli dallo stereotipo della “torta di riso”, che di sicuro imperversa e spaventa. Una delle cose che ho imparato viaggiando è che dai posti che si visitano bisogna prendere quello che possono dare, ma quello che possono dare bisogna esigerlo, bisogna cercarlo. Dal Parasio non possiamo esigere comodità, parcheggi, viali larghi ed alberati o grandi ristoranti, ma dal Parasio ci possiamo aspettare delle viste mozzafiato, degli scorci antichi, delle case ricche di storia, silenzio, archi e scalinate di pietra, vicoli che conducono fino giù al Mare; posto ideale per una bella passeggiata in una giornata di Sole o una sera di Luna piena, per un libro ed una panchina, per un bacio senza fretta. E magari, col tempo, un ristorantino vista mare o un aperitivo musicale! Vedremo, gli Imperiesi sono un po’ pigri: forse perché vivendo in un bel posto viaggiano poco e si confrontano poco, ma qualcosa già si muove.

Da qualche giorno ho disfatto la valigia, dopo un ennesimo ritorno. Aspettando il prossimo movimento.

PS: pictures here are by © Paola Faravelli and by © Mari

le Scarpe

IMG_4183 ResizedMolte persone mi conoscono attraverso le Scarpe. Sembra una cosa buffa, ma è così che mi è piaciuto raccontare di me e delle mie (piccole) avventure, dei miei viaggi e dei miei pensieri. MOVIMENTO, è il titolo di questo blog, ed è il mio motto. Cosa più di un paio di scarpe può raccontare o scandire il movimento?

IMG_0200.JPG - Versione 2 ResizedL’idea del tenere spirito, fisico e mente in movimento si è materializzata qualche anno fa. Non che prima non ci fosse, ma non mi ero abituato a considerarla come parte integrante di me; e come spesso succede nella Vita, un evento fa una scintilla, e qualcosa diventa più maturo, pronto da cogliere: mi sono innamorato … di un paio di All Star, Chuck Taylor per essere più preciso, e da quel giorno ho iniziato a segnare i miei passi tutti a colpi di Scarpe. Mi sono anche domandato come abbia potuto restare così tanto tempo senza questo Amore! Il  colpo di fulmine mi ha accompagnato ovunque, ed ora, insieme a qualche altro paio sta in bella mostra nel mio “Museo”.

IMG_3728 ResizedLa bandiera che mi piace di più è l’Union Jack (non me ne vogliano i fans del Risorgimento Italiano), forse so perché, deve essere qualcosa di molto lontano nel tempo. Viviamo in una città di Mare, navi barche e yacht hanno sempre popolato le nostre banchine, e tante bandiere rosse (non me ne vogliano i miei amici comunisti) penzolavano a poppa, non certo a far propaganda alla Rivoluzione .. la bandiera della Marina Inglese è rossa, con l’Union Jack relegato in un angolo. Me lo aveva spiegato mio papà quando ero bambino, e quel piccolo rettangolo colorato in un mare rosso mi è rimasto negli occhi.

aspettando il movimento ResizedRagazzo degli anni ’80. Rock, Punk, Heavy Metal .. e ballare al Pop. Come avrei potuto resistere a questo paio dark look intitolato “the Who”. Quando non ho le scarpe sono scalzo … Ma va? mi direte voi .. volevo dire non uso le pantofole. Camminare scalzi dà diverse sensazioni: sono talmente abituato a camminare con una suola sotto ai piedi che, quando non ce l’ho mi sembra di scoprire un mondo nuovo. Una guida che mi ha portato in giro in Sri Lanka qualche tempo fa mi ha “sfidato” a stare scalzo tutto il giorno: “non puoi comprendere tutto quello che vedrai se tieni le scarpe”, mi disse.

un Americano a parigi ResizedParigi. Quante impronte ci ho lasciato, e che impronte. Scalinate, Metro, marciapiedi, musei, grandi viali e strade strette .. quanti posti da vedere, quanti posti da raggiungere, quanti posti da non lasciare mai. Mi piace Parigi, perché sono in movimento anche se sto seduto su una panchina. Un Francese non metterebbe mai il suo tricolore su un paio di scarpe, questioni di punti di vista come sempre, ma i colori di qualcun altro sì, e così a Parigi ho comprato questa bella interpretazione di stelle e strisce!

IMG_5804 ResizedE dopo miglia e miglia camminate, volate, percorse anche le scarpe si bucano … e ti guardano con quello sguardo un po’ pietoso: “ti prego, basta, siamo stanche”. E così, via, anche loro nel museo, per lasciare la strada ad un nuovo paio che mi ha regalato Mari, pronte a partire con una interpretazione più classica della bandiera USA. Lavoro per una società americana, diretta per lo più da Canadesi, dove tanti Europei (e non solo) portano il loro contributo; lavoro che mi porta spesso in giro per il mondo. Da ragazzo avevo un sogno, andavo in barca a vela e avrei proprio voluto fare il velaio. Beh, insomma, ce l’ho fatta: ho imparato a tagliare e a cucire, sia a macchina che a mano, ho imparato a guardare una vela che vola e a capirne le qualità, la forma, il profilo, i pregi ed i difetti … e ho imparato anche a farmi l’orlo ai pantaloni!

IMG_6054 ResizedIl bello di avere amici in tante parti del Mondo è anche poter comprare qualcosa che vendono solo in America e farselo portare in Sri Lanka per poterlo recuperare e portare a casa senza dar lavoro a UPS .. gente abituata alla valigia, che non si spaventa a portare in giro tre paia di scarpe in più .. gente matta (io) per un paio di All Star custom, disegnate a mio gusto, col nome scritto sopra, Gico .. non Superman!! (Superman era un altro, ma mi ha prestato le sue scarpe). Avere amici in tante parti del globo non è bello solo per trasportare scarpe, è bello per vedere come funziona il resto del Mondo, per conoscere le altre culture e quindi capire meglio le cose che succedono, per confrontarmi ed imparare sia dove posso considerarmi migliore che dove devo riconoscermi peggiore.

white (red and blue) Christmas ResizedSanta Claus si è presentato con queste chicche. Particolari, sia nella forma che nel tessuto da cui sono state create. Essere particolari, o non essere anonimi, è quello che serve per cercare di distinguersi. Distinguersi non vuol dire essere migliori, vuol dire dare un colpo di colore a qualcosa di molto monotòno (non monòtono). E’ quello di cui il mondo ha bisogno, che ognuno tiri fuori le sue qualità, le sue particolarità e le sue peculiarità e le usi per fare delle cose. E’ sempre più chiaro (anche se in pochi lo avvertono) che le mete ed i miti da raggiungere non sono più quelli incentrati su $ e € del secolo scorso, ma sono la qualità della vita, la libertà di respirare, il recupero di valori ormai persi come l’onesta convivenza e la fiducia reciproca.

E le mie Scarpe sono ancora più contente se viaggiano in compagnia.

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