huit, ocho, eight, otto

IMG_2706 ResizedOn board during these races we’ll speak a mix of English and Spanish.” These were the first words of Captain Mikael on Thursday, last week, at the meeting before the first race we were going to sail in Mahon, XII Copa del Rey Panerai – Vela Clásica Menorca. And I’ll try to do the same here, also if Spanish will be an hard one for me to write (but thanks to some friend correcting me some mistakes!).

FullSizeRender-2 (1) ResizedEl jueves no fue el primer día de navegación, ya que el miércoles tuvimos un entrenamiento que supuso una manera de aprender sobre este magnífico barco, a conocernos, mezclar a todas las personas que componen esta gran tripulación: un grupo muy heterogéneo con antecedentes, experiencias, historias e idiomas muy diferentes. (photo©ImieiMari^__^.)


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O
ne of the first things attracting my attention when I jumped on board was one of the boat’s T-shirt, showing on the back a big “8” composed by lots of tiny human figures, and two words: “connecting sailors”. I learnt during these 5 days in Mahon what does it means exactly, it’s not just a matter of meeting people, as you do going to sail in a big event and chatting after the races with hundreds of different persons, it’s creating connection, finding some new friends, talking about each other business, or life, and you slowly mix up with the crew, teaching you lots of new things, transforming yourself over the days from feeling to be a guest to be part of a group.

IMG_2711 ResizedEl barco es una maravilla, tanto sobre la cubierta como bajo ella. Se conferma en su forma original y no cuenta con ningún dispositivo moderno para navegar a vela, lo cual significa que necesita una gran cantidad de brazos y piernas: es un trabajo duro, pero fascinante y cautivador. La cantidad de tela en el mástil es increíble y transfiere al barco una enorme potencia que se puede sentir especialmente cuando el barco va navegando de largo. IMG_2788 (1) ResizedEste barco no me trajo sólo una regata, me dio la oportunidad de vivir una gran experiencia porque siempre hay algo que aprender (¡¡no correr a bordo!!) y nuevos lugares que descubrir: Mahón con sus aguas y acantilados es una perla del Mediterráneo.

IMG_2747 (1) ResizedI know “something” about this Vintage race, I’m from Imperia where we host this World every other year, getting knowledge about what it is, what it needs and how charming is. But it is a way more, it’s like living on the other side feeling different sensations and looking things from a different point of view. I’ve been even more proud to be onboard because of this, getting the opportunity to breathe this vintage wind, to leave my hands’ skin on those old-style stiff sheets, to do again things lost in my memory, and to feel my passion for sailing flowing through my body in the usual powerful way, no matter if I’m on a dinghy, on modern racer, on a cruiser or on a Queen like this one.

IMG_0751 (1) ResizedMi amiga Diana me trajo a bordo, ella conoce mi pasión por la vela y estoy muy feliz de haber navegado con su sonrisa y bayo su mando .. ella ha sido una gran jefa para mí y para mis nuevos amigos Manolo y Tiste (trabajar duro juntos ayuda a ser amigos). FullSizeRender-4 Resized

Pasaban tantas cosas que suceden desde la mañana hasta la noche .. preparar el barco para las regatas, la salida y la entrada acompañada con la música de una gaita, izar las velas (que no es broma), navegar, ajustar las velas, arriarlas, navegar, maniobrar, aprender, asear las velas y la cubierta .. y, pese a todo, ha habido tiempo para hablar con la tripulación antes de estar en el barco, en el puerto, bebiendo cerveza a bordo y mojitos en tierra y para disfrutar de la maravillosa, elegante y agradable navegación. (photo©ImieiMari^__^.)FullSizeRender-6 (1) Resized

MoonbeamIV_Mahon_1 ResizedWe won, with a perfect performance being 3 times first: but it’s not only the results bringing satisfaction, also growing into this crew, understanding processes and uses day by day has been a great goal for me. But above all, one thing makes me really excited, to the point of frizzling, something difficult to describe, because only being on board in that moment could explain exactly the feeling: we entered Mahon fjord with all sails (all, including the balooner) displayed, up to the finishing line, at the sunset. I’ve no words a part one: majesty. That day Moonbeam IV brought to Mahon an anticipation of the Full Moon that brightened up the following Menorquina night. (photo ©LuisFernandez)IMG_0633 (1) Resized

IMG_2721 ResizedEt pour finir (c’est vrai que Mikael à dit “qu’on parlerait un mélange de Espagnol et Anglais”, mais en fin il y a été beaucoup de Français aussi), je veux remercier Xavier pour avoir partagé sa passion pour son bateau de rêve, Mikael, le Capitaine très inspirant, et tout l’équipage, Julie, Junie, Joel, Sam, Victor, que sont été très professionnel, patient, et toujours prêts à nous éduquer sur la vie à bord de Moonbeam IV. J’ai été très contant et très heureux de naviguer avec et d’aider à terre un équipage d’un tel niveau. (photo©ImieiMari^__^.)

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IMG_2903 ResizedAdios a todos mis nuevos amigos, espero que vamos a cruzar nuestro camino otra vez.

Ciao da Imperia, Gico

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photo@FrancescoRastrelli (Vele d’Epoca di Imperia 2014)

 

Les copains (e non si parla di prêt-à-porter)

LesCop2 ResizedMettere insieme un folto gruppo di amici appare talvolta arduo, ma in realtà è sempre un tal piacere (e lo si sa già da prima che lo sarà) che tanti di quei motivi e impegni per cui appare arduo, si fanno da parte da soli, per lasciar spazio a una serata come si deve.

LesCop6 ResizedE quando ci si trova insieme, attorno a un grande tavolo immaginario dove ognuno si siede dove capita, dove vuole, come vuole .. mangiando e bevendo quel che c’è .. ecco è un po’ come essere nudi, nudi dell’ambiente circostante che ci scandisce troppo spesso la Vita.

LesCop4 ResizedLesCop9 ResizedVecchi amici, amici nuovi, persone che non si conoscono tra loro, altre che si ricordano di un salame condiviso anni fa, certi visi stanchi ma sorridenti, chi non credevi proprio di vedere, chi avresti voluto vedere ma non c’era, “sfide” che durano da una Vita, Amori di sempre, chi si divide tra due feste, gente che viene e gente che va, sorelle fratelli figli e “figliacci” … un guazzabuglio 🙂 che profuma di libertà, la libertà di stare insieme senza troppe condizioni.

LesCop5 ResizedLesCop8 ResizedChe Sanbe abbia un po’ di magia lo sappiamo, ma non è solo merito di Sanbe, c’è tanta magia anche in questo gruppo di amici che non fa fatica a tirar fuori tutta quella voglia di ridere insieme, oggi così come trent’anni fa, e di finire una serata a notte inoltrata, tra quei pochi coraggiosi che hanno sfidato le ore piccole, sedendosi attorno ad una sedia con due bottiglie di mirto e un pacco di patatine, ridendo fino ad un secondo prima di addormentarsi.

LesCop1 ResizedDopo momenti come questo penso che ci voglia proprio poco per essere felici, e comunque molto meno di quanto serve per essere infelici, vorrei solo essere capace di ricordarmelo tutti i giorni.

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tommi e lo spazio

Ieri sera al teatro Cavour (Imperia) è andato in scena “Molière nostro contemporaneo”, spettacolo teatrale organizzato da Lo Spazio Vuoto, laboratorio di recitazione.

molière1Perché ero lì? ♥ di papà .. Tommi ha frequentato la scuola di teatro quest’anno, e ci si è impegnato molto. L’ho visto crescere in questa passione, passare da un “semplice” impegno infrasettimanale ad un vero interesse, a qualcosa che gli è maturato dentro, l’ho visto capire l’importanza di quello che si impara e comprendere il significato di un punto da raggiungere .. ieri l’ho visto teso per tutto il giorno, ma non spaventato, sicuro sulle sue gambe tremolanti dall’emozione .. gambe decise poi, salde e convinte che lo hanno portato in scena, alla sua prima in pubblico, davanti ad una platea gremita.

E’ stato bravissimo! Magari il commento di papà non sarà obiettivo, ma mi sono emozionato, e questa è una cosa molto importante. Quando è uscito dopo lo spettacolo, in abiti “civili”, ma ancora col trucco in faccia, quegli occhi marcati di nero, la pelle sbiancata (sbiancare la pelle anglosassone di Tommi è quasi un paradosso!), la rosa che gli ha portato sua mamma in mano, e le labbra rosse in un sorriso di emozione e felicità, mi ha passato un messaggio che fatico a descrivere, ma l’unica parola che mi viene in mente è pace. Sono felice anch’io, bravo Tommi!

E bravi tutti, dai più piccoli ai più grandi, dai novelli ai più esperti! Lo spettacolo è stato molto bello, ben recitato, ben organizzato e con spunti e talenti veramente notevoli. Livia e Gianni hanno fatto un ottimo lavoro. E non è solo il lavoro di preparare uno spettacolo, è un lavoro complesso quello che è a cavallo tra il talento, la passione, lo studio e la volontà, mettere insieme tutte queste cose per tirare fuori il meglio dal cuore di un gruppo di ragazzi. Grazie, e li ringrazio usando le parole che Tommi ha postato ieri sera su facebook, credo che oggi non ne esistano di migliori:

è stato una anno meraviglioso, pieno di emozioni, ansia, divertimento…. stasera abbiamo debuttato con scene di Molière…. grazie a tutti di averci sostenuto e a tutti i miei compagni di avventure GRAZE MILLEEEE MI SONO DAVVERO DIVERTITO!!!! ora vado a dormire con una gioia immensa e una grande soddisfazione Sam .. Gloria .. Marta .. spero di rivedervi l’anno prossimo 😀 🙂 un grazie speciale a GIANNI e LIVIA che mi hanno aiutato, sostenuto e divertito!!

i ragazzi dello scalo

Spagna3 ResizedChe facciamo stasera? beh, chissà .. ci vediamo alle 9 dallo scalo, poi vediamo! OK, perché non andiamo a mangiarci una pizza? No, io non posso, mia mamma non mi vede da due giorni – praticamente – meglio che mi faccia vedere! Per noi va bene, tanto la nonna non avrà cucinato niente. Dai Ok allora chi viene? andiamo subito, se no poi non ci siamo qui per le 9. Subito?? .. devo ancora farmi una doccia! Dai cazzo sbrigati, corri a casa, ci vediamo là ……

…… Andiamo sul molo? (il Molo Lungo di Porto Maurizio) .. fino al faro (il Faro bianco) .. oppure ci sediamo sul muretto davanti al Sailor’s .. perché invece non andiamo all’Akutiki .. ma abbiamo appena mangiato la pizza!! Bravo .. tu sì ..io no, ho fame! ……

Ibiza3 ResizedQuante serate iniziate così, e quante risate. Stavamo insieme tutto il giorno, tra la scuola vela e la spiaggia, eppure non avremmo rinunciato alla sera insieme per niente al mondo. Erano le Estati degli anni ’80; Inverni passati a studiare e con gli amici dei luoghi dove ognuno di noi viveva, aspettando l’Estate che ci riuniva tutti ad Imperia. Eserciti di nonne che aprivano le loro case per ricevere nipoti scapestrati, famiglie che passavano l’Estate al mare invece che in Città, un po’ di autoctoni .. una scuola vela che funzionava da seconda casa o da rifugio ..Spagna4 Resized il sole caldo di Giugno rinfrescato dalle prime termiche della stagione, gli amici che cominciavano ad arrivare, il sempre più caldo Luglio che regalava il vento spettacolare della sera, l’afa e la bonaccia dei primi d’Agosto da passare a far prove di scuffia oppure bagni alla spiaggia, i temporali di Ferragosto che costringevano ad uscire portandosi controvoglia un pullover, gli amici che cominciavano ad andare via, il magnifico Settembre, ancora mare, o in vacanza con i genitori, prima della scuola. Settembre qui ad Imperia è sempre stato così bello che addirittura le scuole iniziavano più tardi, per lasciare agli abitanti del posto il godimento di quel mare pulito, di quel sole ancora caldo, delle spiagge ormai quasi vuote, della città che stentava a tornare al suo grigio ritmo normale.

Ibiza2 ResizedSono passati un sacco di anni, e quando mi fermo a pensare, un po’ di nostalgia mi viene. Non è quella nostalgia tipo che vorrei essere là, tornare indietro, è più una nostalgia della fondamentale leggerezza di quei tempi, del non aver altro a cui pensare, del non aver altro per cui combattere, oltre alla libertà. Chiaro che a quasi 44 anni la vita è più complicata, ma mi è altrettanto chiaro che momenti di leggerezza, in cui riesci a non pensare ad altro, si possono cercare, e se vai dietro al Cuore, si possono trovare. Non ho foto dei ragazzi dello scalo, ma anche se le avessi non so se le posterei qui, per non caricare troppo l’aspetto nostalgico. Queste foto appartengono a due di questi nuovi momenti, due vacanze spagnole in cui mi sono perso e ritrovato, e a cui penso ogni tanto con lo stesso sentimento  di quelle lontane e lunghe Estati alla Marina di Porto.

Ibiza4 ResizedE’ bello come cose profondamente diverse possano portare emozioni molto simili. Le estati degli anni ’80 erano lunghe (combattere d’Inverno a scuola per non aver niente da studiare d’Estate regalava 3 mesi abbondanti di fancazzismo totale), spensierate, animate da un costante istinto di creare un incontro naso-tette oppure mano-slip, correlate da immani discussioni sul senso della vita visto da un gruppo di adolescenti impazziti, scleri isterici di vario tipo, scherzi e litigi, risate e abbracci, baci e lacrime, feste disastrosamente perfette, libertà profondamente educata, storie di reggiseni ed angurie, cassetto G, ed un senso di amicizia così forte e radicato che neanche una bomba avrebbe distrutto. Spagna2 ResizedLe due recenti vacanze sono state la ricerca di angoli di paradiso, dove chiacchierare in riva la mare, o bere una sangria, senza parlare troppo del senso della vita ma piuttosto dell’opportunità di passare una giornata, rigorosamente in costume,  in una spiaggia di nudisti, di un sentiero alla ricerca di D’Alì, di un tavolo al ristorante con un bicchiere di vino, della Passione che sboccia di sera, nel silenzio del B&B. Diversamente uguale o ugualmente diverso?

Quelle Estati di Amicizia sono state un’esperienza impagabile, ho iniziato a rendermene conto qualche anno fa. In realtà mascherata sotto questo filo di nostalgia c’è la consapevolezza di aver vissuto un’esperienza che ha lasciato un’impronta molto importante, nel riconoscere ed apprezzare determinati valori. Non vorrei tornare là, indietro, ma per niente al mondo scambierei quelle Estati con qualcos’altro. L’altra sera, durante una breve chat, un Rumanda un po’ depresso da giornate pesanti mi ha scritto: “Grazie che mi fai ridere…”. E mi sono immaginato la sua faccia che rideva, quella di oggi, o quella di 25 anni fa? Non lo so, perché l’Amicizia non ha Tempo. E mi sono addormentato contento.

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a favore di We Are for Grock

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Sono nato a 100 metri da Villa Grock, nel 1969 e lì attorno ho passato tanto tempo della mia Vita. Ricordo Villa Grock negli anni 70 e poi nei primi 80, quando era il fulcro della curiosità di tutti i ragazzini della zona. Sempre chiusa, sempre buia, nessuno sapeva di chi fosse, sapevamo solo che era stata la dimora di Grock, un clown .. nell’ingenuità di bambini ci chiedevamo come fosse possibile che un pagliaccio potesse avere una casa così, vedevamo Grock come uno dei tanti “poveri” artisti dei “poveri” Circhi che transitavano per la nostra piccola Città. Ma quella casa aveva qualcosa di speciale: lampioni colorati, forme stravaganti, una torretta che domina la collina, un parco verde scuro, vetrate di tutti i colori .. e lucchetti arrugginiti che chiudevano i cancelli. Quale posto migliore dove introdursi di nascosto per cercare di scoprire cosa c’era dentro, per cercare di capire perché un Clown avesse una delle case più belle del Mondo. Ma poi la paura aveva sempre la meglio, e quelle finestre buie o quei lampioni spenti, il laghetto immobile o le piante buie che frusciavano nel vento, tutto diventava un po’ tetro, un po’ pauroso, come se il fantasma del Clown volesse difendere la sua dimora. E più la paura cresceva, e più quella casa diventava affascinante, ed interessante.

Sono cresciuto, e crescendo ho imparato chi è stato Grock, ho imparato cosa vuol dire essere artisti, ho imparato che la nostra Città ha delle cose speciali e, tristemente, ho imparato che queste cose speciali spesso e volentieri devono rimanere nascoste. Villa Grock, per 40 anni, si, quaranta, è rimasta chiusa dietro ai suoi cancelli di ferro incatenata nei suoi lucchetti arrugginiti: sono nato a cento metri da Villa Grock e sono potuto entrare a vederne un pezzetto solo dopo 40 anni. Pazzesco. Nessuno è stato ancora in grado di dare a questa dimora il giusto posto nella vita della nostra Città. Nessuno.

E sono costretto a leggere delle dichiarazioni insulse solo perché una (1) persona si è svegliata un venerdì mattina col piede sbagliato e ha deciso di riversare le ragioni dei propri malesseri su un evento tenutosi a Villa Grock. Io c’ero, quel Giovedì: contento di esserci, contento di varcare quel cancello a testa alta, fiero del fatto che finalmente Villa Grock è aperta a tutti, tutti: giovani, anziani, bambini, adulti, adulti-bambini, italiani, stranieri, gay, etero, simpatici, antipatici, amanti dell’Opera e della Techno, Sognatori, singles, coppie, triangoli, sposati e amanti … Entrando ho detto, finalmente qualcosa si muove, finalmente Villa Grock non è solo più un tesoro da scoprire per i pochi bambini del quartiere, è un tesoro da scoprire per tutti. Il sogno si è infranto subito, il mattino dopo. Nel perfetto stile della nostra Città che vuole rimanere indietro rispetto al mondo, che tira fortemente i freni per paura di diventare un Patrimonio del Mondo invece che di pochi eletti. E a noi, tanti, tantissimi, che sognamo una città aperta al Mondo, dove poter vivere e lavorare, che vorremmo essere fieri di dire, io sono Imperiese, non ci resta che allontanarci mestamente, e cercare i nostri sogni altrove, con un’amarezza nel cuore che non riusciamo a curare.

A coloro che si sono lamentati per una tranquilla serata a ritmo di musica moderna che non ha dato un vero fastidio fisico, ma semplicemente un fastidio ideologico ..

A coloro che prontamente hanno raccolto questo raglio ed hanno stoppato una bellissima iniziativa ..

A coloro che vivono rosi dall’invidia quando qualcuno riesce a fare una cosa più bella solo perché accompagnato dalla passione ..

A coloro che non capiscono che dobbiamo valorizzare quello che c’è affinché la comunità cittadina possa trarne vantaggio, tutta ..

A coloro che per far sembrare le proprie cose ben fatte affossano tutte le altre fatte meglio ..

A coloro che non sanno che ogni volta che le persone si incontrano, pacificamente, e parlano, creano cultura, anche se il sottofondo musicale è una musica moderna ..

Cari Signori,

il problema di Imperia non è l’aperitivo musicale a Villa Grock che finisce 15 minuti in ritardo;

il problema di Imperia non è una bottiglia di birra lasciata su un muretto, cosa comunque deprecabile ma che non caratterizza l’intero evento;

il problema di Imperia non è l’equilibrio tra il ludico ed il culturale;

il problema di Imperia non è la musica.

Cari Signori,

guardate la spazzatura abbandonata lungo il ciglio delle strade, o le fogne che scaricano in mare costringendo i turisti a fare il bagno nei liquami, guardate l’edilizia selvaggia che ha deturpato le colline alle spalle della città, guardate i kilometri quadrati di spazi mantenuti inutilizzabili per salvaguardare interessi di piccole lobby locali, guardate il territorio lasciato alla deriva, spiagge che erano gioielli ridotte a piccole pietraie, guardate come sarà deturpato il Parasio, guardate l’incapacità a completare opere necessarie per lo sviluppo, guardate come sono sparite piano piano iniziative ed eventi che portavano lustro alla nostra Città, guardate i negozi che chiudono, e le case da gioco che aprono. È troppo comodo buttare tutto questo sotto il tappeto, e fare i gradassi buttando fuori da Villa Grock un’iniziativa dai caratteri completamente positivi.

Per questo motivo, ho deciso anch’io di scrivere una lettera, da indirizzare a coloro che hanno contribuito a cacciarmi fuori da Villa Grock:

Gent.mi Signori,

Sono nato a 100 metri da Villa Grock, nel 1969 e lì attorno ho passato tanto tempo della mia Vita …..