trieste

Trieste_16h Resized

Trieste_01 ResizedMi ci sono trovato quasi per caso (*), un lunedì pomeriggio di una fine maggio tutt’altro che quasi estiva, dopo circa vent’anni dalle ultime volte: sarà che quelle volte erano state sempre durante una Barcolana, e Trieste immersa nella Barcolana ti assorbe in un modo tutto suo, o sarà che venti e più anni fa i miei occhi guardavano in modo diverso, comunque sia come ho messo il piede fuori dalla macchina è stato come trovarsi in un posto mai visitato, e affascinante.

Trieste_07 ResizedRicordavo solo che è una città di Mare, e lo si respira subito. Una città di Mare non giusto perché è sulla costa, ha un porto grande, è terra di armatori e marinai, queste sono le cose facili, che possono fare di un posto un qualunque posto di mare. C’è qualcosa in più a Trieste, le sue Rive non sono un confine tra terra e mare, sono una specie di unione tra la città e il golfo che si apre davanti e mentre si cammina su queste banchine basse prive di ringhiere o parapetti ci si sente veramente sul mare, e quando la banchina si interrompe per lasciar spazio a tre scalini che vanno direttamente in acqua, senza cancelli, senza transenne, senza cartelli di pericolo, senza dissuasori, è un invito al lasciare che il Mare si mescoli con te.

Trieste_14 ResizedE non le vorrei vedere diverse queste Rive, queste banchine, non vorrei che la modernità del preservare la sicurezza dei distratti le trasformasse in un confine, in un limite, in una barriera che andasse a racchiudere la città fuori dal mare o il mare fuori dalla città. Spero che lo spirito dei Triestini, quello spirito che ho imparato a conoscere da tutti quegli amici che ahimè nel tempo ho perso di vista ma che comunque hanno mantenuto un posto nel cuore .. spero che quello spirito difenda il loro essere aperte, agendo in una sorta di paradosso o di ossimoro, considerato quel luogo comune che porta a pensare che siano i confini a dover essere difesi.

Trieste_09 ResizedE poi un’altra cosa mi ha colpito, anche se la sapevo già: nel porto una foresta di alberi, a raccontare che la maggior parte dei Triestini che vanno in mare, ci vanno a Vela. Non a caso la Barcolana, anche prima di diventare un evento così famoso da attrarre velisti da tutto il mondo, ha sempre portato in acqua un numero impressionante di barche, credo di non sbagliare se azzardo a dire “tutte quelle che c’erano”.

Trieste_12 ResizedLasciando il mare alle spalle e attraversando Piazza Unità d’Italia, dopo avere ripreso fiato perché quella piazza te lo mozza, ci siamo addentrati (*) nelle vie del centro, molte delle quali pedonali, e quasi mi è venuto il torcicollo da tutti i passi che ho fatto col naso all’insù! Le finestre delle case, tante finestre, tutte con le persiane di legno, in uno stile tutto loro e molto particolare; c’è un bel mix di “sapori” a Trieste, c’è l’Italia, c’è l’Est, c’è il centro-Europa e ci sono gli Asburgo, un melange molto raffinato.

Trieste_03 Resized(*) Quasi per caso: con Tommi eravamo a Monfalcone per un suo impegno, e abbiamo pensato di trascorrere la fine giornata così, con una visita a Trieste. Scelta più azzeccata non potevamo fare: io con i miei ricordi interrotti e le sensazioni che ho provato, Tommi sinceramente colpito dalla bellezza (la sera dopo ha detto “sai Pà, ti dirò che Trieste mi piace più di Venezia”), e un’ottima cena a base di pesce, del “normalissimo” pesce locale, gustosamente fresco con due bicchieri di bianco del Collio, abbiamo lasciato Trieste con lo spirito in pace.

PS: il pesce era buono anche la sera dopo, siamo stati a Duino!

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huit, ocho, eight, otto

IMG_2706 ResizedOn board during these races we’ll speak a mix of English and Spanish.” These were the first words of Captain Mikael on Thursday, last week, at the meeting before the first race we were going to sail in Mahon, XII Copa del Rey Panerai – Vela Clásica Menorca. And I’ll try to do the same here, also if Spanish will be an hard one for me to write (but thanks to some friend correcting me some mistakes!).

FullSizeRender-2 (1) ResizedEl jueves no fue el primer día de navegación, ya que el miércoles tuvimos un entrenamiento que supuso una manera de aprender sobre este magnífico barco, a conocernos, mezclar a todas las personas que componen esta gran tripulación: un grupo muy heterogéneo con antecedentes, experiencias, historias e idiomas muy diferentes. (photo©ImieiMari^__^.)


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O
ne of the first things attracting my attention when I jumped on board was one of the boat’s T-shirt, showing on the back a big “8” composed by lots of tiny human figures, and two words: “connecting sailors”. I learnt during these 5 days in Mahon what does it means exactly, it’s not just a matter of meeting people, as you do going to sail in a big event and chatting after the races with hundreds of different persons, it’s creating connection, finding some new friends, talking about each other business, or life, and you slowly mix up with the crew, teaching you lots of new things, transforming yourself over the days from feeling to be a guest to be part of a group.

IMG_2711 ResizedEl barco es una maravilla, tanto sobre la cubierta como bajo ella. Se conferma en su forma original y no cuenta con ningún dispositivo moderno para navegar a vela, lo cual significa que necesita una gran cantidad de brazos y piernas: es un trabajo duro, pero fascinante y cautivador. La cantidad de tela en el mástil es increíble y transfiere al barco una enorme potencia que se puede sentir especialmente cuando el barco va navegando de largo. IMG_2788 (1) ResizedEste barco no me trajo sólo una regata, me dio la oportunidad de vivir una gran experiencia porque siempre hay algo que aprender (¡¡no correr a bordo!!) y nuevos lugares que descubrir: Mahón con sus aguas y acantilados es una perla del Mediterráneo.

IMG_2747 (1) ResizedI know “something” about this Vintage race, I’m from Imperia where we host this World every other year, getting knowledge about what it is, what it needs and how charming is. But it is a way more, it’s like living on the other side feeling different sensations and looking things from a different point of view. I’ve been even more proud to be onboard because of this, getting the opportunity to breathe this vintage wind, to leave my hands’ skin on those old-style stiff sheets, to do again things lost in my memory, and to feel my passion for sailing flowing through my body in the usual powerful way, no matter if I’m on a dinghy, on modern racer, on a cruiser or on a Queen like this one.

IMG_0751 (1) ResizedMi amiga Diana me trajo a bordo, ella conoce mi pasión por la vela y estoy muy feliz de haber navegado con su sonrisa y bayo su mando .. ella ha sido una gran jefa para mí y para mis nuevos amigos Manolo y Tiste (trabajar duro juntos ayuda a ser amigos). FullSizeRender-4 Resized

Pasaban tantas cosas que suceden desde la mañana hasta la noche .. preparar el barco para las regatas, la salida y la entrada acompañada con la música de una gaita, izar las velas (que no es broma), navegar, ajustar las velas, arriarlas, navegar, maniobrar, aprender, asear las velas y la cubierta .. y, pese a todo, ha habido tiempo para hablar con la tripulación antes de estar en el barco, en el puerto, bebiendo cerveza a bordo y mojitos en tierra y para disfrutar de la maravillosa, elegante y agradable navegación. (photo©ImieiMari^__^.)FullSizeRender-6 (1) Resized

MoonbeamIV_Mahon_1 ResizedWe won, with a perfect performance being 3 times first: but it’s not only the results bringing satisfaction, also growing into this crew, understanding processes and uses day by day has been a great goal for me. But above all, one thing makes me really excited, to the point of frizzling, something difficult to describe, because only being on board in that moment could explain exactly the feeling: we entered Mahon fjord with all sails (all, including the balooner) displayed, up to the finishing line, at the sunset. I’ve no words a part one: majesty. That day Moonbeam IV brought to Mahon an anticipation of the Full Moon that brightened up the following Menorquina night. (photo ©LuisFernandez)IMG_0633 (1) Resized

IMG_2721 ResizedEt pour finir (c’est vrai que Mikael à dit “qu’on parlerait un mélange de Espagnol et Anglais”, mais en fin il y a été beaucoup de Français aussi), je veux remercier Xavier pour avoir partagé sa passion pour son bateau de rêve, Mikael, le Capitaine très inspirant, et tout l’équipage, Julie, Junie, Joel, Sam, Victor, que sont été très professionnel, patient, et toujours prêts à nous éduquer sur la vie à bord de Moonbeam IV. J’ai été très contant et très heureux de naviguer avec et d’aider à terre un équipage d’un tel niveau. (photo©ImieiMari^__^.)

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IMG_2903 ResizedAdios a todos mis nuevos amigos, espero que vamos a cruzar nuestro camino otra vez.

Ciao da Imperia, Gico

z-MoonbeamIV5_phRastrelli Resized

photo@FrancescoRastrelli (Vele d’Epoca di Imperia 2014)

 

ImperiaNoVela (English version)

6After having read the piece published by ImperiaPost on the request of discussion about Assonautica Imperia and Vele d’Epoca during the next City Council raised by Councilman Mr Casano, I took the opportunity to write and publish a letter to explain my standpoint around this matter, because I’m feeling the issue is not clear enough and every discussions or talks I’m hearing are reductive.

_FTC8646 copia ResizedThe letter has been addressed to the Mayor and City Board, the City Council, the Chairman of the Imperia Chamber of Commerce, the Assonautica Board, the Chief of Coast Guard of Imperia and the local news editors.

7

The title is a wordplay about sailing (Vela in Italian), inspired by my friend Gianluca during a chat around this difficult situation, trying to recall the latinian TV series with 5000 episode and never ending stories, called telenovelas: ImperiaNoVela.

Here below the text of the letter.

Per la versione in Italiano clicca QUI

ImperiaNoVela

Dear Madams, dear Sirs,

following what published on local webnews on the request raised by Mr Casano (thank you Mr Casano for your interest) to talk about Assonautica Imperia and Vele D’Epoca during the next City Council session, I’m sending you this letter as Citizen of Imperia, professional in the Marine industry, Sea passionate and last but not least Board member of Assonautica Imperia, to clarify my standpoint on the complicate situation of Assonautica Imperia, situation explained in several circumstances and places but still confused.

Assonautica Imperia is a very important and interesting resource into our Community, this is why I need to express my point of view, in order to clarify as much as possible the sad situation composed by many different implications, touching everybody, also who thinks is not involved.

Unfortunately, although (and finally) some attention has been expressed, I observed that also this time the only topic highlighted was the Vele d’Epoca, important matter for sure, but as already explained in many circumstances, are not only the Vele d’Epoca involved in this issue.

Circumscribe the discussion to Vele d’Epoca only in the eventuality of City Council session will be even more reductive, looking at the big picture of the opportunity missed and wasted.

Calata Anselmi2Introduction

The Team

I embraced with enthusiasm the invitation to join the Team of Assonautica Imperia because I saw a huge potential and I got the impression that the ground was fruitful to give a quality boost to the marine and nautical development in our zones. I’m into the Nautical world for 30 years now (participating already in the Board of Assonautica and some Sailing Club in the past) and Sailing is my passion and Sailing Industry my job; so I’m not new to these kind of experiences, but this time I really felt something more: a real group, with the right mix, rich in knowledge, competences, dedication, in other words a very special powerful Team.

The offer

In a period when Nautical and Marine activities are in deep crisis everywhere, and in our Town too, becasue of incompetencies, wrong decisions and missed opportunities, making available work, ideas and projects of a so strong Team was seeming something to be pounced on. The mandate of Assonautica Imperia Board proposed to association’s Members when elected was certainly ambitious and challenging but very clear: the Mission was to be the fly-wheel of development, improvement, spreading and support of nautical and marine activities in the Province, building the necessary facilities, without duplicating what already existing. We have driven this mandate proposing an idea and the relevant project that, placing the Vele d’Epoca among many other opportunities to work on, stretched from the marine Culture, to the sport and management of sport and turistic events, pull alongside the Vele d’Epoca other new high-level events to create appeal and revenue not only every other year but with more frequency. We were not asking anything in return for it, just the right spaces needed for above activities and to manage some moorings to support Assonautica and re-invest all revenues into new facilities, premises and activities. We didn’t ask for money or public contributions, just the opportunity to access to manage the docks of Calata Anselmi (through the available legal-administrative ways and solutions), the historic location of Vele d’Epoca, a minimal requirement compared to the return generated for our Community. We just asked to make Assonautica Imperia independent, to weigh less and less on the public contribution and to be at entire service of the Community at a cost close to zero for it. I would also highlight new spaces and facilities would have been openly available for all Associations operating in the field, because our idea/project was not considering to substitute to them, but give them an outlet for their potential.

2015-01-15 11.11.34 ResizedWhy the stop to Assonautica’s project

The lack of will

Also if the (very few) answers we received (often disguised by strategic silences) are all about bureaucracy or the legal-administrative juncture of the Marina of Porto Maurizio, is cristal-obvious that the stop to this project came from a lack of will or from a different will, (depending of the point of view) becasue solutions and positive situations to discuss the problem and find the key were available, and are available. Bureaucracy is an easy shield to avoid discussion and bounce back problems.

Direct lack of will by City Board that clearly didn’t aim to embrace this idea/project.

Indirect lack of will by Chamber of Commerce that would have helped and supported more Assonautica Imperia through these steps.

In this context we have got only the attention and support of Coast Guard of Imperia that, among their competencies and jurisdiction, they have been always open and available to look for necessary solutions.

The unsatisfactory answers

As said above, hidden behind the excuse of bureaucracy, the Mayor (also appointed to Port management), also if initially gave precise addresses on where develop our project, suddenly changed route without offering alternatives, de facto blocking any progress. Changing mind is ok, of course, but the way has been done and the following closure to further discussion is at least inexplicable.

The City Board, although some Members were aware of the situation, they never openly express enough attention and they never approach the problem inside the Board to stimulate productive discussions.

The City Council, also I presume they are all aware of it, considering since last December the local news talks about it, expressed little interet just in very few occasion until today with Mr. Casano letter, the very first time someone raise an hand.

The Chamber of Commerce just hold on waiting without any interaction.

The misunderstanding

The set of problems here have been always reducted to the Vele d’Epoca matter, an important one for sure, but not the main one. The Assonautica Team was called to work on much more wide Mission, that beyond the Vele d’Epoca, was envisaging the improvement of activities around Sailing, Windsurfing and Surfing (school, leisure, recreational, sports, sports events, packages for Teams and groups), reintroduces disappeared activities as Rowing and Kayaking (both at sport and recreational levels), top-level events organization similar to Vele d’Epoca, sinergies with the Naval Museum, the Nautical High School “Andrea Doria”, the shipyards, looking to develop tourism and to recover the historical marine culture and traditions, creating also new and bigger job opportunities. Too bad, everything has been reduced to talks only around the Vele d’Epoca, an easy thing to solve if approached in time with the necessary knowledge.

The lack of Vision

While the Assonautica Team is having a clear and firm Vision and Mission to achieve, outside there isn’t any wide, shared and sharp Vision of where they want to go, and this creates a huge difficulty to engage with the Institutional side about the project we were working on. Unfortunately every situation is treated as an isolate one and so there is no way to have proactive, dynamic talks and discussion starting from an idea and arriving to a result. A small but serious example is when Assonautica had been forced to dismantle all the structures built for IWR2014, wasting a remarkable investment instead making it fruitful for the Community.

Newport1 ResizedWhat I see today

The missed opportunity

As Member of Assonautica Board and Imperia Citizen I found extremely negative the address of closure and stop of this project because it was a great opportunity for the whole Community. Great opportunity because against an investment in spaces and a “change of management” of some berths (on the other hand not particularly profitable now) the Community would have got back a lot in terms of revenues, collateral activities and the image of the City and the Marina. All this without using public money but using private investments: just to highlight at today Assonautica Imperia is already living with the 80% of her resources coming from private sectors.

The frustration

All above grew in me a wide sense of frustration, seeing the huge (and I want to underline huge) investment done, investment of intellectual work, brain power, time and personal sacrifice, all energies that didn’t bring a result.

Resuming, these above are the reasons of the problem around Assonautica Imperia, to clarify the missed opportunity came only from the indifference and the lack of interest that surrounded, and still surround, ourselves. This indifference, with some presumption of people that needs help but refuses it, is also going very close to be lack of respect and consideration to other people’s work, knowledge, time and life.

My contribution is stimulated by a strong civic-mindedness and the will of help in revamp and cheer up a Community these days in a critical and difficult situation, but this Institutional deafness today is not allowing me to continue wasting my Time, that is the only treasure I have available.

Imperia – July 27th, 2015

Best RegardsDSC_0068 - Versione 2 Resized

ImperiaNoVela

6A seguito dell’intervento del Consigliere Comunale Dott. Casano sulle problematiche relative a Assonautica Imperia e Vele d’Epoca, ho deciso di scrivere e pubblicare una lettera per esporre il mio punto di vista sulla questione, perché continua a esserci poca chiarezza attorno a questo problema e le discussioni che affiorano sono a mio avviso molto riduttive.

_FTC8646 copia ResizedLa lettera è stata indirizzata al Sindaco e alla Giunta Comunale, al Consiglio Comunale, al Presidente della Camera di Commercio di Imperia, al Direttivo di Assonautica Imperia, al Comandante della Capitaneria di Porto di Imperia e alle testate giornalistiche locali.

7Il titolo, e qui ringrazio Gianluca con il quale abbiamo sorriso (per non piangere) sulla triste situazione, vuole racchiudere la storia di un problema che a Imperia ha già raggiunto 5000 puntate, o forse più, ma del lieto fine neanche l’ombra: ImperiaNoVela

Ecco il testo della lettera.

To read the ENGLISH version, please click HERE

Oggetto: ImperiaNoVela

Gentili Signore e Gentili Signori,

facendo riferimento a quanto appreso dai notiziari online riguardo alla richiesta del Consigliere Dott. Casano, che ringrazio per l’attenzione, di discutere l’argomento Vele d’Epoca nel prossimo Consiglio Comunale, in qualità di Cittadino imperiese, operatore nel settore dell’industria nautica, appassionato del Mare e altresì Consigliere di Assonautica Imperia, vi invio la presente per chiarire il mio punto di vista sulla situazione di Assonautica Imperia che, nonostante sia stata spiegata a più riprese, sembra sia ancora confusa.

Visto l’interesse e l’importanza che Assonautica Imperia ricopre all’interno della nostra Comunità, sento di dover esprimere la mia posizione, con lo scopo di chiarire fin quanto possibile questa triste situazione che tocca tutti, anche coloro che potrebbero sentirsi non coinvolti, visti i numerosi risvolti di cui è composta.

Purtroppo, nonostante e finalmente sia stato espresso un certo interessamento alla questione, ho dovuto constatare che anche in quest’occasione tutta la problematica è stata riportata alle sole Vele d’Epoca, ma come già spiegato in più sedi non sono le sole Vele d’Epoca ad essere coinvolte.

Circoscrivere la discussione alle sole Vele d’Epoca nell’eventualità del Consiglio Comunale sarà oltremodo riduttivo, vista la grande opportunità gettata al vento.

Calata Anselmi2Premessa

La squadra

Ho accolto con grande entusiasmo l’invito a unirmi alla squadra di Assonautica Imperia in quanto avevo visto un’enorme potenzialità e avevo avuto l’impressione che il terreno fosse fertile per dare un’accelerata e una spinta di qualità allo sviluppo della nautica nel nostro territorio. Gràvito nel mondo della nautica da trent’anni circa (durante i quali sono già stato consigliere sia di Assonautica in passato, sia di Club Velici della Città) e la Vela oltre che la mia passione è anche il mio lavoro; per cui nonostante non sia nuovo a esperienze di questo tipo, questa volta avevo visto qualcosa in più: una vera squadra ricca di competenze, di conoscenza e di determinazione, insomma un potenziale veramente speciale.

L’offerta

In un momento in cui la nautica è in crisi a livello generale, e nella nostra Città specialmente a causa del protrarsi nel tempo di incompetenze, decisioni sbagliate e opportunità non sfruttate, mettere a disposizione il lavoro, le idee e i progetti di una squadra così forte sembrava qualcosa che sarebbe stato colto al volo. Il mandato che il Consiglio Direttivo di Assonautica Imperia ha proposto ai soci e per il quale è stato eletto era forse ambizioso, ma molto chiaro: essere da volano per lo sviluppo, il miglioramento, la diffusione e il supporto alle attività nautiche in Provincia, strutturando dove necessario, senza duplicare quanto esistente. Abbiamo interpretato questa Missione proponendo un’idea e un relativo progetto che, facendo delle Vele d’Epoca una delle tante opportunità su cui lavorare, spaziasse dalla cultura nautica, all’agonismo, alla gestione di eventi sportivi e di richiamo turistico, affiancando alle Vele d’Epoca altre manifestazioni analoghe in modo da creare richiamo e indotto non solo una volta ogni due anni, ma con più regolare frequenza. Non si chiedeva nulla in cambio, se non gli spazi necessari sia allo svolgimento delle suddette attività, sia alla gestione di alcuni ormeggi al solo scopo di sostenere l’Associazione e re-investire i proventi nelle strutture necessarie e nelle attività. Non abbiamo chiesto soldi o contributi, ma la possibilità accedere alla gestione di Calata Anselmi (attraverso le vie e gli strumenti legali amministrativi disponibili), molto poco in confronto al beneficio che il territorio avrebbe avuto. Abbiamo chiesto solo la possibilità di rendere Assonautica Imperia autonoma, per gravare ancora meno sulle spalle della contribuzione pubblica e per essere a servizio della Comunità a costo pressoché nullo. Tengo a precisare che spazi e strutture sarebbero state a disposizione di tutte le Associazioni che operano nel settore, di tutta la Provincia, e che il nostro progetto non prevedeva di sostituirci a chi da sempre combatte in questo settore, ma di dar loro lo sbocco e liberarne le potenzialità

2015-01-15 11.11.34 ResizedLe ragioni dello stop al progetto Assonautica

La mancanza di volontà

Anche se le (pochissime) risposte che abbiamo ottenuto (trasformate spesso in silenzi strategici) tirano in ballo la burocrazia o la congiuntura legale-amministrativa del bacino portuale di Porto Maurizio, è lampante che lo stop al progetto sia arrivato solo per mancanza di volontà o per diversa volontà (a seconda dei punti di vista) perché le soluzioni e le situazioni positive alla discussione dello stesso c’erano e ci sono tutt’ora. La burocrazia è un facile scudo da usare per rimbalzare ed evitare le discussioni.

Mancanza di volontà diretta dell’Amministrazione Comunale di Imperia che non ha voluto abbracciare questa opportunità.

Mancanza di volontà indiretta della Camera di Commercio di Imperia che avrebbe potuto interessarsi di più e aiutare Assonautica in questa fase.

In questo panorama abbiamo invece ricevuto attenzione e supporto dal Comando e dagli uffici della Capitaneria di Porto di Imperia che, per quanto di loro competenza, hanno sempre dimostrato apertura e disponibilità alla risoluzione delle problematiche in essere.

Le risposte insufficienti

Come già accennato, trincerato dietro la scusa della burocrazia, il Sindaco e Assessore ai Porti, che inizialmente ci aveva dato precise indicazioni su dove sviluppare il nostro progetto, ha improvvisamente cambiato idea senza affrontare un discorso costruttivo alternativo, di fatto precludendo qualsiasi progresso. Cambiare idea è lecito, ci mancherebbe, ma il modo e la successiva totale chiusura sono risultati a dir poco incomprensibili.

La Giunta Comunale, nonostante alcuni componenti fossero al corrente di quanto stava succedendo, non ha evidentemente mai espresso un sufficiente interesse o provato ad esprimere nelle sedi amministrative diversa opinione o stimolare costruttive discussioni.

Il Consiglio Comunale, nonostante presumo sia informato visto che comunque da Dicembre gli organi locali di stampa descrivono questo problema, ha espresso solo sporadico interesse (sporadico fino ad oggi) e comunque mai dall’ala della maggioranza.

La CCIAA è stata alla finestra, a guardare gli eventi.

L’incomprensione

L’essenza della problematica qui esposta è stata sempre ridotta alla questione Vele d’Epoca, questione sì importante, ma non principale. La squadra di Assonautica era chiamata a lavorare su un progetto ben più ampio, che oltre alle Vele d’Epoca, prevedeva il potenziamento delle attività legate alla Vela al Windsurf e al Surf (scuola, diporto, ricreazione, agonismo, eventi sportivi, turismo sportivo, stage per squadre sportive), al rilancio di attività scomparse nel tempo come la Canoa ed il Canottaggio (sia a livello sportivo che ludico/ricreativo), organizzazione di eventi del calibro delle Vele d’Epoca, sinergie con il nascente Museo Navale, con l’Istituto Nautico Andrea Doria, con i Cantieri Navali in un’ottica di sviluppo turistico e di recupero della cultura marinara e nautica, e della creazione di nuove o maggiori opportunità di lavoro. Invece, il tutto è stato ridotto a una sterile discussione sulle sole Vele d’Epoca, problema di facile risoluzione se affrontato in tempo con le necessarie competenze.

La mancanza di una visione

Mentre in Assonautica la Visione e la Missione della squadra al lavoro è estremamente chiara, al di fuori non esiste una visione ampia e aperta su dove si voglia andare e su cosa si voglia raggiungere, e questo determina una grossa difficoltà a relazionarsi con la parte istituzionale sul progetto su cui stavamo lavorando. Purtroppo ogni situazione viene affrontata a singoli comparti stagni (vedi sopra il problema “progetto generale-capitolo Vele d’Epoca”) e dunque non c’è modo di costruire dinamicamente un progetto partendo da un’idea ed arrivando al risultato. Esempio piccolo ma eclatante (e pesante per Assonautica) il montaggio e lo smontaggio degli scivoli e dei pontili usati per IWR2014, l’ennesimo investimento non messo a frutto (sprecato).

Newport1 Resized

Cosa vedo oggi

La mancata opportunità

Come Consigliere di Assonautica e come Cittadino ho trovato profondamente negativo l’indirizzo di chiusura e affondamento di questo progetto in quanto rappresentava un’opportunità d’oro per tutta la nostra Comunità. Opportunità d’oro perché a fronte di un “investimento” in spazi e al “cambio di gestione” di alcuni posti barca (peraltro ultimamente poco utilizzati) ci sarebbe stato un ritorno sia di immagine (per la Città e per il Porto), sia di indotto sul territorio, sia economico, il tutto senza la necessità di attingere alle casse pubbliche ma con l’intento di finanziare in via privata (come del resto già succede in Assonautica: le risorse di cui dispone sono private a tutt’oggi per 80%)

La frustrazione

Tutto quanto riportato sopra mi ha prodotto un senso altissimo di frustrazione, nel vedere l’enorme (e voglio sottolineare enorme) investimento che è stato fatto, investimento intellettuale, di tempo e di rinunce che purtroppo non ha portato a nulla.

Queste dunque le ragioni del problema generatosi attorno ad Assonautica Imperia, a chiarimento anche del fatto che la mancata opportunità è dovuta al completo disinteresse che ci ha circondato, e che ci circonda tutt’ora, disinteresse che, unito a un po’ di quella presunzione di chi non si vuol far aiutare quando ne ha un estremo bisogno, rischia anche di oltrepassare il confine del rispetto del lavoro svolto e della conoscenza spesa.

Il mio apporto è stimolato da un forte senso civico e di volontà nel cercare di aiutare a risollevare situazioni a dir poco complicate, ma la sordità istituzionale oggi non mi permette più di continuare a sprecare il mio Tempo, l’unica ricchezza di cui dispongo.

Imperia, 27 luglio 2015

Cordiali Saluti

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… non ci sono scuse.

1Il titolo l’ho preso dalla conclusione di un articolo scritto un anno e mezzo fa, che si intitola boe e che, se avete voglia, potete leggere come prefazione a questi miei nuovi pensieri.

Ci sono dei sogni destinati a rimanere dei sogni, e che vivono con noi per sempre, perché non sono realizzabili o perché non sono di nessuna utilità ma, per noi sognatori, è giusto che colorino la nostra fantasia e ci diano lo spunto per pensare, in continuazione, a quanto si possa fare nella Vita.

6Poi ci sono dei sogni che invece sono realizzabili, anche questi vivono con noi per tutta la vita, e sono altrettanto importanti per ogni sognatore, specialmente se poi si sono realizzati, perché ci ricordano che si possono raggiungere tanti risultati, se ci si applica con passione e con dedizione, con costanza e con volontà.

Volontà, è il centro di questo articolo, ma è anche il centro dell’essere effettivi nella propria vita, di essere efficienti nel proprio lavoro, nell’essere concreti nei propri progetti.

E qui veniamo al dunque, parlando del perché il vecchio “boe” è tornato così attuale, dopo più di un anno e mezzo, del perché non si sono scuse e non possono esserci.

Con passione e dedizione, con costanza e con volontà si era finalmente aperta una3 speranza per iniziare a sviluppare tutta una serie di attività legate al mare, in primis, solo per una precedenza temporale, alla Vela da usare come volàno per crearne di nuove. Un sogno che in tanti inseguivano, chi prima e chi dopo, da decine di anni, lasciando sulla strada milioni di euro (sì, ragazzi, milioni di euro) di possibili investimenti, puntualmente affondati nella miopia generale e tramutati in emorragie di denaro e di risorse mai messe a frutto.

5Finalmente si era aperta una speranza, finalmente era nata un’idea slegata da tutte quelle antipatie da osteria, al di fuori dagli interessi (personali ed economici) che per anni hanno afflitto la potenziale crescita della città, finalmente era nato un progetto mirato a unire e non a dividere, un progetto mirato a crescere e non a implodere. Un progetto che non chiedeva nulla in cambio, se non che la Città dimostrasse la volontà di farlo partire.

E invece ieri, nonostante le richieste presentate che non avrebbero impegnato nessuno, né guastato nessun altro progetto, tantomeno avrebbero creato problemi, ma solo portato qualcosa alla nostra comunità, abbiamo assistito ad un funerale al posto di quello che sarebbe potuto essere un battesimo di una nuova opportunità per Imperia.

7E’ un problema di volontà: mi appare evidente che il disegno sia diverso.

“E quando arrivi a terra vedi le facce di tutti i regatanti che credevano in te, sicuri che avresti buttato giù le boe in tempo, per fare quella prova fantastica, regalata dal vento che finalmente è girato, la prova decisiva, quella che porta lo scarto in classifica, facendola diventare giusta ed equilibrata. E quelle facce sono scure, deluse e arrabbiate: il vento c’era, le boe no ….

… non ci sono scuse.”4

Grazie per le foto di IWR 2014:

a Franco Lacqua

a Paolo Cugudda ©, a sostegno di AIDMED Onlus – Associazione Italiana Distrofia Muscolare di Emery Dreifuss

a town, the Sea, boats and a school

IMG_9235 - Versione 2 ResizedThis is the time for some English text, trying to do my best to avoid odds mistakes, but I need to. I need because the source of it is in Newport (Rhode Island), pictures and inspiration are taken at IYRS, and I need because I’d like to dedicate these words not only to my town here, in order to give an inspiration to think out of the box, but also to people that make it, in Newport or anywhere in the World, supporting, maintaining and bringing culture and opportunity.

IMG_9234 ResizedYeah, because this matter is not just wood, saw, glue, nails and lot of sawdust; it’s not just a matter to create opportunity for a job or employment; it’s not just a school; it’s not just past history. It’s culture. And the culture is making the difference, the culture is helping the growth of humans or communities or a town. And the culture starts from a nail and a hammer, not from tons of words and titles.

IMG_9250 ResizedMy last visit in Newport on end of August was very short, I had just two days to spend and I did so much that I was more in rush than a normal working day! But it was worth to do, so much, and I came back home with some new lessons learnt, with some new knowledge, with some confirm: I grew up a bit. Among all these activities, I ended up into the IYRS building: too bad my time was very short so I could get just a brief introduction of what it is and a quick tour in the premise. Too quick, I would have probably stayed for hours if Brenda wasn’t chasing me around trying to do the right thing for that moment .. putting me on a train to NY.

IMG_9247 ResizedIYRS is a school, the beginning of description on their website is: “IYRS is a world-class experiential learning school in Rhode Island with a hands-on education model dedicated to teaching highly technical and deeply craft-oriented career skills. IYRS currently has three accredited schools, School of Composites Technology, School of Boatbuilding & Restoration and School of Marine Systems.” I was particularly appealed by the restoration area, but as I said, it is not just past history, is bringing up a culture around boatbuilding, from wood to modern composite tech.

IMG_9227 - Versione 2 ResizedFrom the “Coronet” project, a rebuilding/restoration of a 130 years old, 133 feet schooner, to smaller educational project, I had a walk into a very interesting world. It was Sunday morning, so no teacher and no students around, and the place was very quiet. The harmony between the salty New England breeze filtering through windows and the Coronet’s frames was something so beautiful and warm (also if the sky was a bit cloudy) that I could smelt old legends and tales, from any pieces of boat I was seeing around me.

IMG_9232 - Versione 2 ResizedI could probably talk for hours, or write hundreds and hundreds of lines, about a 30 minutes visit in a place that opened a door on a ocean-wide field, but I would condensate all my thinking just on a “couple” of comments, or questions:

“everyone from our area who likes, or love, or just interested in boatbuilding that will transit through Newport should go and visit IYRS”

“everyone from our area who works for the economic, cultural or educational growth, should purposely go and have a look, and get inspired”

“these are the kind of things that Imperia City delegates should learn when they go and visit our Sister City, Newport: this would mean a lot in term of making this twinning very helpful”

IMG_9238 - Versione 2 ResizedImperia lives on the Sea and with the Sea, but often is shy about it. Why, I did not understand yet, and I want stubbornly reject the idea that there are still hidden interests keeping everything in this limbo. What a dream, building a School instead “houses” to go out of it!

Thank you to all my friend in Newport, old and new, that made my visit there so nice and very informative.

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Un uomo con la barba su un gommone grigio, gruppi di bambini, di adolescenti e di adulti, tutti scatenati, che occupano calde giornate d’Estate, un divano o anche un mucchio di vele vecchie per riposare prima del turno del pomeriggio, allieve predilette che svegliano l’uomo con la barba con un buon caffé, cassetti G, mani impiastrate di gelcoat, canzoni di auguri cantate in faccia al Libeccio, carovane improponibili che son sempre tornate a casa, storie di bolli della patente, la marea che si ritira lasciando il gommone in secca, famiglie intere in vacanza a Palma, notti passate a guidare per riportare tutti a scuola in tempo, Presidi terrorizzati su Rio Barelli, barche volanti, regate dappertutto e amici speciali, kilometri di cime per dar fondo alle boe, un Loran di prima generazione, ami nella schiena, Alpa Tris, cerate di gomma e mute da sub e guanti da cucina, impiombature fantasiose, ore e ore in Mare ad insegnare la Passione, ore e ore a Terra a insegnare l’Amore. Vento. E siamo venuti grandi.

Buon Compleanno, Maestro!

l’inizio

VdE4 ResizedUna mattina di settembre del 1986 sono sceso presto alla Marina, sono arrivato alle 7, in sella al mio Sì bianco. Era il periodo delle lunghe estati a vela e quella mattina aveva qualcosa di speciale, una novità che ci solleticava sotto alla pelle. Ho posato il motorino, l’ho chiuso con la catena (il Sì aveva già il bloccasterzo, innovazione tecnologica di quegli anni, ma l’abitudine che veniva da anni di biciclette più 2 col vecchio Ciao di mia sorella faticava a scomparire), e ho alzato gli occhi, in quella tiepida mattina, sulla bonaccia che faceva da sfondo a quel momento. Una barca di legno, blue come il cielo, con una vistosa bandiera americana che penzolava a poppa, era all’ancora nel bel mezzo del porto … Aspettava. Mi sono seduto sul muretto a guardarla per 10 minuti, mi è sembrata la cosa più bella che avessi mai visto fino a quel momento, ed ancora oggi quando quell’immagine mi ritorna in mente, provo la stessa sensazione. 

La barca era la prima arrivata al primo Raduno di Barche d’Epoca di Imperia. Attorno a quello spettacolo c’era già un piccolo mondo che lavorava, per preparare la manifestazione, e anch’io ero sceso presto per dare una mano. Ma quei dieci minuti sul muretto non potevo perderli, perché non li avrei mai più riavuti. Sono passati più di 25 anni: tra chi non c’è più, tra chi è potuto tornare, tra chi non c’era ma c’è adesso e chi ci sarà, tutto è cambiato e tutto è sempre lo stesso, nel bene e nel male il Raduno è sopravvissuto, qualche volta per volontà, qualche volta per pura fortuna. 

Le Vele d’Epoca di Imperia, per me sono iniziate così .. una barca blue, con gli alberi di legno, una bandiera che penzola a poppa, quasi a toccare l’acqua, il mare nel porto liscio e fermo, illuminato dal sole del primo mattino. E sono iniziate così per tutti, anche per chi distratto da mille altre cose, non se n’è mai accorto .. Per questo vive in questa Città. 

“Dedicata” al sindaco di Sanremo, che maschera opportunismo politico dietro a false parole di aiuto.

Dedicata ad Imperia.

i ragazzi dello scalo

Spagna3 ResizedChe facciamo stasera? beh, chissà .. ci vediamo alle 9 dallo scalo, poi vediamo! OK, perché non andiamo a mangiarci una pizza? No, io non posso, mia mamma non mi vede da due giorni – praticamente – meglio che mi faccia vedere! Per noi va bene, tanto la nonna non avrà cucinato niente. Dai Ok allora chi viene? andiamo subito, se no poi non ci siamo qui per le 9. Subito?? .. devo ancora farmi una doccia! Dai cazzo sbrigati, corri a casa, ci vediamo là ……

…… Andiamo sul molo? (il Molo Lungo di Porto Maurizio) .. fino al faro (il Faro bianco) .. oppure ci sediamo sul muretto davanti al Sailor’s .. perché invece non andiamo all’Akutiki .. ma abbiamo appena mangiato la pizza!! Bravo .. tu sì ..io no, ho fame! ……

Ibiza3 ResizedQuante serate iniziate così, e quante risate. Stavamo insieme tutto il giorno, tra la scuola vela e la spiaggia, eppure non avremmo rinunciato alla sera insieme per niente al mondo. Erano le Estati degli anni ’80; Inverni passati a studiare e con gli amici dei luoghi dove ognuno di noi viveva, aspettando l’Estate che ci riuniva tutti ad Imperia. Eserciti di nonne che aprivano le loro case per ricevere nipoti scapestrati, famiglie che passavano l’Estate al mare invece che in Città, un po’ di autoctoni .. una scuola vela che funzionava da seconda casa o da rifugio ..Spagna4 Resized il sole caldo di Giugno rinfrescato dalle prime termiche della stagione, gli amici che cominciavano ad arrivare, il sempre più caldo Luglio che regalava il vento spettacolare della sera, l’afa e la bonaccia dei primi d’Agosto da passare a far prove di scuffia oppure bagni alla spiaggia, i temporali di Ferragosto che costringevano ad uscire portandosi controvoglia un pullover, gli amici che cominciavano ad andare via, il magnifico Settembre, ancora mare, o in vacanza con i genitori, prima della scuola. Settembre qui ad Imperia è sempre stato così bello che addirittura le scuole iniziavano più tardi, per lasciare agli abitanti del posto il godimento di quel mare pulito, di quel sole ancora caldo, delle spiagge ormai quasi vuote, della città che stentava a tornare al suo grigio ritmo normale.

Ibiza2 ResizedSono passati un sacco di anni, e quando mi fermo a pensare, un po’ di nostalgia mi viene. Non è quella nostalgia tipo che vorrei essere là, tornare indietro, è più una nostalgia della fondamentale leggerezza di quei tempi, del non aver altro a cui pensare, del non aver altro per cui combattere, oltre alla libertà. Chiaro che a quasi 44 anni la vita è più complicata, ma mi è altrettanto chiaro che momenti di leggerezza, in cui riesci a non pensare ad altro, si possono cercare, e se vai dietro al Cuore, si possono trovare. Non ho foto dei ragazzi dello scalo, ma anche se le avessi non so se le posterei qui, per non caricare troppo l’aspetto nostalgico. Queste foto appartengono a due di questi nuovi momenti, due vacanze spagnole in cui mi sono perso e ritrovato, e a cui penso ogni tanto con lo stesso sentimento  di quelle lontane e lunghe Estati alla Marina di Porto.

Ibiza4 ResizedE’ bello come cose profondamente diverse possano portare emozioni molto simili. Le estati degli anni ’80 erano lunghe (combattere d’Inverno a scuola per non aver niente da studiare d’Estate regalava 3 mesi abbondanti di fancazzismo totale), spensierate, animate da un costante istinto di creare un incontro naso-tette oppure mano-slip, correlate da immani discussioni sul senso della vita visto da un gruppo di adolescenti impazziti, scleri isterici di vario tipo, scherzi e litigi, risate e abbracci, baci e lacrime, feste disastrosamente perfette, libertà profondamente educata, storie di reggiseni ed angurie, cassetto G, ed un senso di amicizia così forte e radicato che neanche una bomba avrebbe distrutto. Spagna2 ResizedLe due recenti vacanze sono state la ricerca di angoli di paradiso, dove chiacchierare in riva la mare, o bere una sangria, senza parlare troppo del senso della vita ma piuttosto dell’opportunità di passare una giornata, rigorosamente in costume,  in una spiaggia di nudisti, di un sentiero alla ricerca di D’Alì, di un tavolo al ristorante con un bicchiere di vino, della Passione che sboccia di sera, nel silenzio del B&B. Diversamente uguale o ugualmente diverso?

Quelle Estati di Amicizia sono state un’esperienza impagabile, ho iniziato a rendermene conto qualche anno fa. In realtà mascherata sotto questo filo di nostalgia c’è la consapevolezza di aver vissuto un’esperienza che ha lasciato un’impronta molto importante, nel riconoscere ed apprezzare determinati valori. Non vorrei tornare là, indietro, ma per niente al mondo scambierei quelle Estati con qualcos’altro. L’altra sera, durante una breve chat, un Rumanda un po’ depresso da giornate pesanti mi ha scritto: “Grazie che mi fai ridere…”. E mi sono immaginato la sua faccia che rideva, quella di oggi, o quella di 25 anni fa? Non lo so, perché l’Amicizia non ha Tempo. E mi sono addormentato contento.

Ibiza1 Resized

the edge

Torbjörn Törnqvist, Chairman of Artemis Racing, released the following statement today:

“Our thoughts are with Andrew’s family, who suffered a tragic loss yesterday—of a son, a father, and a husband. As our friend and teammate, Andrew “Bart” Simpson was central to Artemis Racing, both in the course of racing and our lives. His presence and personality was a binding force and he will be missed. Right now, the primary focus of Artemis Racing is on the well-being of our team members and their families, and the America’s Cup competition will remain second to that.”

Artemis Racing will conduct a thorough analysis and review of this accident and will be looking at how the risks inherent to such competitive sailing can be limited in the future for the safety of the team and all competitors in the sailing community.

Artemis Racing, Day two sailing the AC72, 15 November 2012, Alameda, USA

photo: © Artemis Racing / Sander van der Borch

Non conoscevo Andrew “Bart” Simpson, se non perché è stato un bravo ed appassionato velista, serio, dedicato, puro sport da un lato (medaglia olimpica), vela commerciale ed estrema dall’altro (AC72), che non sono la stessa cosa, anche se nascono dalla stessa passione. Questa storia mi ha toccato, perché mi piace la vela e perché nonostante questi bestioni non attirino la mia attenzione più di tanto ogni volta che vedo una foto mi fermo a pensare. Lo shock di questa notizia, per me, è uguale a quando lessi che era morto Ayrton Senna: non lo conoscevo, ma faceva parte dei miei interessamenti, e dei miei miti. Anzi, forse la notizia odierna mi ha sorpreso ancora di più. La F1 è sempre stata simbolo di pericolo, la velocità dà brivido, dà adrenalina, ma un piccolo problema e BUM, tutto finisce. Ma la F1 va a 300 all’ora, come un TGV .. un AC72 va a 80 all’ora, come un motorino truccato … eppure è successo.

L’uomo cerca il limite, in tutto, e poi ama cercare di superarlo. E qualcuno, ogni tanto ci rimette le penne. Uno scienziato che sbaglia un esperimento, un motociclista agguerrito, un ragazzo che si sente un supereroe, un capitano che sfida gli scogli, un disperato che non ha nulla da perdere, un pilota di aereo militare che vuol giocare con una funivia, un acrobata che cerca la perfezione …. c’è chi ha perso la sua di vita, c’è chi ha ucciso, ma in tutti i casi si tratta sempre della ricerca di un confine da superare, quel confine flebile tra la vita e la morte.

Andrew Simpson ha tracciato un confine che non esisteva: a nessuno finora era venuto in mente che qualcuno potesse rimanerci sotto; che era più pericoloso di un 470 se l’erano data tutti, e lo abbiamo capito dai caschetti, ma ancora non avevamo capito che siamo già al di là. Andrew Simpson ce l’ha detto, chiaramente. E’ amaro dirlo, ma fa parte del gioco. Quando esplori una cosa nuova e sconosciuta, vai incontro ad eventi imprevedibili. Fino a ieri sera questo ragazzo era un famoso velista che lavorava per uno dei più famosi progetti di AC, per partecipare alla più famosa competizione velica del Mondo … oggi questo ragazzo è una linea, ben marcata.

Tiferò Artemis per questa Coppa America, se lo meritano. E spero che vincano, Andrew Simpson se lo merita. E dopo (se vincono sono loro a decidere) spero che riportino tutti dietro a questa linea, che ritornino a fare Vela.