La storia dei Velisti che lavorano al Genio Civile

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Se qualcuno ha osservato una delle ultime lezioni a terra della nostra squadra giovanile di Vela avrà pensato di essere capitato in una scuola di modellismo o di bricolage: tutti intenti a costruire un modello di un ponte usando spaghetti, carta, cartoncino, scotch e stuzzicadenti. Invece no, era proprio una lezione di vela!

Quando si parla di stabilire goal o obiettivi si tende spesso a confonderli con la Visione. E’ un errore in cui possiamo cadere frequentemente e che può portarci fuori strada, a cui dobbiamo prestare un pochino di attenzione. Un obiettivo è qualcosa di raggiungibile e che deve essere raggiunto per soddisfare i nostri piani. La Visione invece è qualcosa che sta al di sopra e che ci aiuta a disegnare i nostri programmi, una sorta di entità superiore che ci guida e che in realtà non si raggiunge mai perché è sempre un passo avanti a noi. Ma lasciamo il capitolo visione a una seguente chiacchierata, e proviamo a concentrarci sugli obiettivi concreti che ci prefiggiamo di raggiungere e che avremo deciso in accordo con la nostra Visione.

RS Feva Youth Sailing program – Club Nautico San Bartolomeo al Mare, Italy

Costruire un ponte non è un gioco da ragazzi, eppure questi ragazzi ne hanno costruiti tre: in gruppi di quattro hanno discusso, confrontato idee, deciso, costruito, rivisto, ridiscusso, smontato e rimontato .. e ciascuna squadra ha dato il meglio per fare un modellino in grado di stare in piedi e di mantenere un certo peso. Il risultato di questo esercizio non è il ponte in sé, è l’averlo costruito mettendo insieme le idee e le abilità di ciascuno. Anche vedere come ciascun gruppo è arrivato al risultato è estremamente importante (e divertente!): chi ha speso più tempo per progettare e poco per costruire scoprendo in corso d’opera tutti gli errori di progettazione, chi ha usato l’intuito e ha smontato e rimontato 4 volte, chi ha focalizzato su un’idea sola ottimizzandola fino alla fine.

Il nostro Team di velisti è impegnato da parecchi mesi in un lavoro di crescita e di consolidamento con l’obiettivo di essere pronto e in grado di partecipare a regate di livello nazionale. Come arriveremo alla fine di questo percorso e soprattutto saremo in grado di raggiungere il goal che abbiamo di fronte? Non è un sistema lineare, ma un sistema complesso, più simile a una rete, per cui non è così semplice perché mette insieme molti fattori diversi che devono interagire tra loro: l’allenamento in mare, l’allenamento fisico, lo studio e la discussione della teoria, l’abilità di lavorare in gruppo, lo sviluppo della leadership, la conoscenza tecnica della barca e delle attrezzature, i concetti di meteorologia, il mix degli equipaggi, l’abilità degli istruttori, la costanza e il supporto del Club. A questo punto abbiamo trasformato un obiettivo semplice (preparare il team per la partecipazione a regate di livello nazionale) in un processo articolato e complesso che si snoda e agisce in un ambiente volatile a incerto (basti pensare – per esempio – solo alle complicazioni esterne che vengono dal Covid).

RS Feva Youth Sailing program – Club Nautico San Bartolomeo al Mare, Italy

C’è un modo solo per mescolare quanto sopra: essere sicuri della capacità di lavorare in team e soprattutto di APPARTENERE a quel team. Questo perché solo insieme e mettendo insieme le abilità e le capacità di tutti si può gestire con successo un lavoro così complesso. Negli articoli precedenti abbiamo già affrontato la questione, analizzando due caratteristiche fondamentali che determinano la funzionalità di un team: “La storia di un panino” a proposito della fiducia, “Costruire una barca senza andare ad Abilene” a proposito della paura del conflitto. In questa conversazione affrontiamo invece la questione dell’impegno, che è un’altra caratteristica fondamentale per poterci definire un TEAM.

Non è facile definire il significato di impegno in questo caso, non ci si riferisce all’impegno fisico o materiale nel fare qualcosa: si tratta di accettazione, di costanza, di sposare un concetto, un metodo e di condividerne la totalità. Facile a dirsi, più difficile a farsi: perché dovrei accettare qualcosa su cui non sono d’accordo, o che non condivido? E’ una domanda più che lecita, alla quale si risponde con molta più facilità di quel che si pensi. Se ci troviamo in un gruppo di individui e individuali ognuno resta sulla propria posizione, oppure recede semplicemente per il quieto vivere: torniamo alla paura del conflitto e vediamo chiaramente che chi recede per il quieto vivere non sta facendo il bene del gruppo, e chi non è aperto a cambiare idea vuol dire che non ha fiducia negli altri .. niente fiducia niente team (infatti avevamo già descritto questo gruppo come individui-individuali). La “mancanza di impegno” (non sposare l’idea del team) è descritta come la terza tra le 5 disfunzioni in un team.

Ma se il nostro gruppo si appoggia sulla fiducia, se la discussione è passata attraverso un positivo e trasparente confronto e conflitto, allora ci sono le basi per accettare con entusiasmo l’idea o la strada condivisa, anche se non è la propria. Ecco cosa significa impegno: vuol dire crederci, e continuare a crederci. Credere nella Visione, nella Missione, nel Proposito, nella Giusta Causa (tutte parole in “lingue” diverse che fanno capo allo stesso concetto), credere negli obiettivi, nei target, nei goal nei risultati (“lingue” diverse ma stesso significato anche in questo caso).

Per questo con i giovani velisti del nostro Team e con la leadership del Club lavoriamo molto anche su questo fronte. Oltre alla tecnica e all’allenamento, alle riunioni e ai programmi, stiamo sviluppando la nostra capacità di lavorare in Team e soprattutto di ESSERE un Team, perché crediamo che sia il modo giusto di affrontare questa bellissima avventura e perché sappiamo che appartenere a un Team è molto soddisfacente e divertente. Essere un Team porta a grandi risultati; chiamarsi team e non esserlo non porta da nessuna parte.

Un Team può costruire un ponte: noi l’abbiamo fatto.

Leggete “The 5 Dysfunctions of a Team” di Patrick Lencioni (è un buon approfondimento di questo tema) e “Legacy” di James Kerr (pieno di spunti sui legami in un team)

Altri articoli su teamwork e leadership: “La storia di un panino”, “A story from this summer”, “Costruire una barca senza andare ad Abilene

RS Feva Youth Sailing program – Club Nautico San Bartolomeo al Mare, Italy

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