Vela

Quando ero un ragazzetto, durante le belle estati passate alla Lega Navale, aiutando alla scuola di Imperia tra un allenamento e l’altro, capitava spesso di insegnare la Vela a qualcuno; e così un amico che ho portato al trapezio per la prima volta mi ha regalato una delle descrizioni migliori per un bordo in barca a Vela: “meglio di un orgasmo” mi disse.

Certo che se l’avessi portato un giorno d’inverno, imbacuccato tra cerata e cappello di lana, con le mani rotte dal freddo e gli schizzi delle onde sulla faccia che sembrano aghi di ghiaccio, probabilmente mi avrebbe dato un’altra descrizione.

Ma c’è qualcosa che accomuna una planata in 470 in un pomeriggio d’estate con 7 metri di Ponente, piedi scalzi, costume, ed una nel mare gelato di Dicembre, quando oltre alle onde grigie vedi le montagne coperte di neve; c’è il contatto con l’acqua, c’è la voglia di domare un’onda o una raffica, c’è l’ebrezza del movimento senza rumore se non quello della natura, c’è il sale che ti fa venire sete, c’è uno spruzzo d’acqua che ti riscalda d’inverno e ti rinfresca d’estate.

E c’è qualcosa che accomuna una regata and una navigazione per puro divertimento, concentrazione e ragionamento da un lato, libertà dall’altro, due modi diversi di andar per mare, due mete diverse da raggiungere: c’è l’abilità a conoscere il Vento, a capire come può cambiare il tempo, c’è la capacità di portare la barca dove vuoi tu e non dove vuole lei, c’è la convivenza in spazi ristretti o il silenzio della navigazione in solitario.

Per me la Vela è una passione che mi scorre dentro, è qualcosa che mi manca quando ne devo stare lontano, è qualcosa che mi aggiusta l’equilibrio ed il morale: me ne sono innamorato molto presto, ed ancora mi stuzzica l’anima; e mi piace farla, non guardarla.

E di quella (poca) che guardo, sono affascinato da quella Vela che ha ancora un pizzico d’avventura.

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