ho letto un libro _2_

Paris: quante volte l’ho sognata e quante volte l’ho vissuta, quante volte l’ho guardata e quante volte l’ho letta, quante volte. Eppure è sempre lì che gira tra gli occhi, il cuore, la testa e la pancia .. e spesso, sotto i piedi.

Paris: quest’ultima lettura ha un tassello in più, la Storia. La Storia di Parigi (e di striscio della Francia) che fa da ordito e si interseca con le storie dei personaggi che fanno da trama, o forse il contrario perché sono le storie dei personaggi che in qualche modo muovono e creano la Storia degli eventi. E’ un libro double face, come double face è la Vita .. siamo noi che facciamo la Storia o semplicemente viviamo in un presente che diverrà Storia?

Il fulcro degli eventi raccontati nel romanzo è posizionato tra la fine dell’Ottocento e la seconda guerra mondiale, in un epoca di grande trasformazione durante la quale crescono, maturano, vivono e lasciano il loro piccolo segno una serie di personaggi (mai nati ma incredibilmente reali, ispirati chiaramente a persone e cose che sono esistite veramente) che danno vita ad un’emozionante storia drammatica, appassionante, divertente e terribilmente vera. E mentre “il kit” della Statua della Libertà prende forma prima di essere spedita in America, mentre degli operai funamboli assemblano la Tour come un immenso meccano, mentre rivoluzioni, restaurazioni, Comuni e Repubbliche si susseguono instancabilmente, lentamente, lungo le numerose pagine del libro, viene messo a nudo, con i continui rimandi al passato che raccontano le vicissitudini delle varie famiglie protagoniste dal medioevo fino ai giorni correnti, il contrasto tra l’aristocrazia e il popolo, tra la borghesia e la nobiltà, tra una Chiesa e un’Altra, e come tutto ciò sia diverso in epoche diverse, ma sempre drammaticamente uguale .. facendo affiorare a tratti anche le problematiche legate all’antisemitismo radicato nella società francese dei tempi passati.

In realtà ci si ritrova a leggere un libro di Storia, e si ripercorrono piacevolmente periodi storici studiati tempo addietro che vengono poi messi in relazione all’evolversi della società, dando un senso più concreto ai molteplici risvolti che si susseguiranno poi fino ai giorni nostri.

E così, dopo aver inciampato nel “l’affaire Dreyfus” e approfondito il senso del “J’accuse” di Zola, con Mari mi sono ritrovato proprio ieri a Parigi a visitare la casa-museo di Clemenceau nel XVI arrondissement agganciando al volo alcuni aspetti ed eventi della sua vita e riuscendo a posizionare il tutto nel giusto contesto storico. Sono le coincidenze della vita, proprio quelle che ci indicano che non è mai il momento di smettere di studiare, o che eventualmente è sempre il momento giusto per iniziare.

Se capitate a Parigi, una visita alla casa di Clemenceau vale la pena (anche se non avete letto “Paris”).

Il libro che ha scatenato queste riflessioni è “Paris” di Edward Rutherford, poco più di 900 pagine.

PS: aggiungo un altro paio di consigli se capitate a Parigi, sono più artistici e meno storici ma sono state due bellissime scoperte della nostra ultima avventura:

Musée Gustave Moreau

 

Musée de la Vie Romantique

 

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