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Cambiare la metodologia di pianificazione in un’Azienda non è un percorso da prendere sottogamba, ma non si deve neanche cadere nell’errore di rimanere indietro, di non innovare, di non semplificare solo per non affrontare questo percorso che appare impegnativo.
Quando si propone di cambiare qualcosa la prima domanda che salta fuori è: “perché?”.
È una domanda più che lecita e che si genera quasi naturalmente: anche se cambiare rappresenta sempre un’opportunità di miglioramento e di evoluzione, è comprensibile che non si può proprio partire completamente ciechi e andare allo sbaraglio.
Un cambiamento necessita un po’ di preparazione e di pianificazione, sicuramente. E visto che proprio di pianificazione stiamo parlando, sarebbe quasi un paradosso cercare di convincere qualcuno a cambiare il proprio metodo di pianificazione senza fare nessuna pianificazione, suonerebbe un po’ curioso, come minimo.
Ma teniamo a mente che affrontando DDMRP stiamo parlando di semplificazione, di rendere più efficace, di eliminare le complicazioni, quindi mi sento di dire che anche il processo di approccio e di spiegazione deve essere semplificato, efficace e privo di complicazioni: in poche parole, trasparente. Con DDMRP è facile essere trasparenti perché è tutto lì, davanti a noi, senza nessun tranello e molto facile da valutare: l’unico vero sforzo necessario è cambiare il punto di vista, il modo di pensare la pianificazione; change thinking and management.
Ci sono altre risposte che fanno riferimento alla domanda: “perché implementare DDMRP nell’Azienda?”
La più esauriente: l’obiettivo primario dell’introduzione del DDMRP è riportare il controllo dove deve stare, fornendo un sistema semplice che dia visibilità e che aiuti il processo decisionale nel S&OP (Sales and Operation Planning)
La più frequente: DDMRP è una metodologia Trasparente, Facile da interpretare, Consistente e Sostenibile
La più tecnica: DDMRP aiuta a ridurre gli sprechi di risorse quindi aiuta nel perseguimento della sostenibilità del business
C’è però un punto ancor più interessante, e che rappresenta la risposta preferita e che assume una importanza prioritaria, trovandosi nell’area dei propositi, dei valori e degli scopi: il Demand Driven Institute è un organismo di educazione e training per il DD Space; educazione e training sono due fattori oggi spesso dimenticati nella sfera dell’implementazione di sistemi e metodologie, ma che sono invece fondamentali. Un sistema è un’entità più estesa del software+processo, un vero sistema è un’entità Azienda-Persone-Software+Processo, per questo motivo educazione e training sono fondamentali, dato che agiscono sulla parte del sistema composta da Azienda-Persone. E proprio per la struttura della metodologia DDMRP, non si rimane soli durante e dopo l’implementazione, perché l’Azienda e le persone sono formate, educate e se serve, l’accesso a più training o più educazione è sempre disponibile, e consigliato.
DDMRP include la persona nel “sistema”.
L’educazione è una parte integrante del processo di approccio alla metodologia DDMRP in quanto è proprio dalla conoscenza della materia che parte il processo di cambiamento, e non viceversa. Il percorso formativo non è a disposizione solo di chi lavora dalla parte propositiva, è a disposizione ed è reso necessario anche per chi andrà a operare a qualsiasi livello all’interno del modello, quindi anche per la leadership.
La rete di Istruttori Qualificati rende possibile il processo di condivisione della conoscenza, e il processo di certificazione dei vari livelli crea un percorso professionale per chi utilizza il Demand Driven Operational Model all’interno delle aziende: il risultato è l’accorciamento del tempo di accettazione, la mitigazione dei fattori negativi in questo processo, la crescita professionale delle persone e il raggiungimento dell’obiettivo in maniera organizzata e veloce.
L’attenzione alle persone e alla conoscenza è un’altra buona ragione per adottare DDMRP.
Dal punto di vista della sostenibilità, che non è un concetto da riferire solo all’ambiente, ma ha un significato ampio che comprende oltre all’ambiente la sostenibilità economica e sociale: solo con la fusione di questi tre fulcri possiamo fare dei passi concreti in avanti. La sostenibilità ambientale riguarda tutta la sfera legata all’ecologia, al risparmio energetico, all’uso di fonti alternative, alla salvaguardia del Pianeta, alla riduzione degli sprechi e dell’inquinamento; la sostenibilità economica serve per avere un business etico, aziende e organizzazioni sane e dinamiche che perpetuano nel futuro i propri valori, che vedono il profitto come una conseguenza di attività virtuose e non come obiettivo principale; la sostenibilità sociale ruota attorno ad un mondo che sia inclusivo e che riporti le persone e l’intelletto al centro del sistema creando condizioni di benessere umano (sicurezza, salute, istruzione) equamente distribuite. Se si provano ad analizzare i benefici portati dall’adozione del DDMRP in chiave di sostenibilità, possiamo vedere:
(🟢 sostenibilità ambientale 🔵 sostenibilità economica 🟡 sostenibilità sociale)
- Miglioramento del cash flow e della velocità di rigenerazione 🔵
- Miglioramento del livello di servizio in produzione dovuto alla riduzione dei ritardi negli approvvigionamenti 🔵
- Riduzione del tempo impiegato per l’esecuzione dei lavori (sia in produzione che in pianificazione) 🔵 🟡 🟢
- Aumento del tempo a disposizione da dedicare all’educazione dello staff 🟡
- Riduzione dell’obsolescenza e delle giacenze in magazzino 🟢 🔵
- Riduzione dei costi operativi dovuti alla riduzione delle situazioni di emergenza 🔵
- Efficientamento della logistica 🟢
- Riduzione del back order e incremento della velocità di risposta del mercato 🔵
- Miglioramento del morale dello staff dovuta alla diminuzione del lavoro sotto stress per la risoluzione di problemi 🟡
- Riduzione dell’inventario 🟢 🔵
- Riduzione degli sprechi 🟢
- Miglioramento della capacità e della velocità decisionale 🔵 🟡
- Semplificazione dei processi e diminuzione di sforzi extra 🔵 🟡
- Centralità dell’educazione delle persone e supporto alla crescita professionale 🟡
Infine, il punto di vista finanziario: uno dei benefici principali – più precisamente il risultato di tutti i benefici indotti dall’applicazione – del DDMRP è quello di contribuire alla massimizzazione del ROI, e di contribuirvi in maniera quasi diretta, mettendo il DDMRP come un argomento molto attraente per un CFO, o meglio diventando uno strumento necessario per supportare il raggiungimento degli obiettivi di un CFO. L’obiettivo di un modello operativo Demand Driven è quello di proteggere e promuovere il flusso di materiali e informazioni pertinenti, basandosi sulla legge di Plossl (George Plossl, uno dei padri del MRP che ha rivoluzionato la gestione della Supply Chain 50 anni fa): “tutti i benefici sono direttamente legati alla velocità del FLUSSO dei materiali e delle informazioni (pertinenti)”. Questa è la chiave: #thinkflow!
Essere Demand Driven vuol dire essere un grande Team funzionale: come fare? Il primo passo è informarsi, il secondo è pensare a un corso DDPP (Demand Driven Planner Professional), il terzo è approfondire e iniziare la trasformazione:
b2wise, thinkflow
b2wise, i webinar
b2wise, il training
Demand Driven Institute, la metodologia
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