DDMRP: Il forecast è pertinente?

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come usare il forecast

Nel precedente articolo (“la questione forecast” ) abbiamo definito il modo con cui una previsione interviene nel metodo DDMRP. Questo è un nodo fondamentale del metodo anche perché è uno dei fattori che marcano la differenza tra DDMRP e MRP. Parlando di queste differenze è sempre importante rimarcare, per correttezza, che non lo si fa per criticare l’approccio di pianificazione convenzionale, ma per spiegare come Demand Driven sia una evoluzione, un miglioramento, una innovazione richiesta e necessaria nel mondo VUCA (*) in cui viviamo e lavoriamo oggi.

Cerchiamo di rispondere alla domanda iniziale, e vediamo come il concetto di “pertinente” ci guidi nel definire quei limiti entro cui dobbiamo stare per far funzionare un processo o una organizzazione. Essere pertinente significa “non andare fuori tema”, “non utilizzare quello che non serve”, “non analizzare quello che non ci dà informazioni”, e così via. Se al ristorante invece del menu leggiamo il giornale, quando arriva il cameriere sapremo cosa ha detto il nostro PM ma non sapremo cosa ordinare. Ecco, per questa situazione il giornale non è pertinente.

La legge di Plossl, con il suo corollario, ci dice che: “Tutti i benefici sono direttamente legati alla velocità del FLUSSO dei materiali e delle informazioni PERTINENTI.”

Uno dei confini che definisce la pertinenza è l’orizzonte. Nella gestione della nostra organizzazione abbiamo naturalmente tre ambienti: operativo, tattico e strategico. Ciascuno di essi è riferito a funzioni precise, ma è anche riferito a orizzonti temporali ben precisi: funzioni e orizzonti sono correlati, devono rimanere correlati e devono anche rimanere distinti, altrimenti si creano delle distorsioni, nelle informazioni o nei materiali (come conseguenza delle informazioni). Nella teoria, tutto chiaro e semplice, ma nella pratica succede veramente?

L’orizzonte operativo è pertinente alle attività di pianificazione e di realizzazione del nostro prodotto/servizio. È un orizzonte breve nel quale abbiamo bisogno di segnali precisi e chiari per essere in grado di servire il cliente come richiesto.
L’orizzonte tattico è pertinente alle attività di analisi e parametrizzazione del modello. È un orizzonte medio nel quale mettiamo in circolo informazioni necessarie a far funzionare l’organizzazione.
L’orizzonte strategico è pertinente alle attività di indirizzo e pianificazione finanziaria. È un orizzonte lungo nel quale si gestiscono le decisioni di carattere generale e di direzione.

Tornando alla questione forecast, proviamo a rispondere alla domanda: “nella pratica succede veramente?” Nel sistema di pianificazione convenzionale MRP il forecast entra nell’orizzonte operativo, infatti la previsione è un segnale di domanda e dunque si generano ordini diretti relativi alle previsioni; questi ordini creano distorsioni perché sono basati su un valore precisamente sbagliato (precisely wrong). Abbiamo così infestato il flusso di produzione con ordini che non sono pertinenti alla richiesta del cliente. Il forecast non è pertinente all’orizzonte operativo, ma purtroppo l’architettura MRP mischia i due orizzonti, creando le distorsioni che conosciamo bene e con le quali abbiamo a che fare tutti i giorni se usiamo MRP.

In DDMRP nell’orizzonte operativo non entra alcun segnale relativo alle previsioni. Il forecast è usato nell’orizzonte tattico, dove si fanno analisi e si prendono decisioni riguardo alla parametrizzazione del modello. È qui che potremmo avere bisogno di informazioni relative alle previsioni, per adattare il nostro modello operativo, se necessario. Ma nell’ambiente operativo l’unico segnale di domanda che genera ordini di riapprovvigionamento è la domanda del cliente (ricordando che il “cliente” è anche una postazione successiva nel nostro processo operativo che richiede un articolo). Nel Demand Driven il forecast è usato nell’ambiente tattico perché è pertinente all’orizzonte tattico: così non vengono mischiate informazioni non pertinenti.

Il DDS&OP (Demand Driven S&OP) chiarisce orizzonti e funzioni e crea un flusso “infinito” dove feedback e informazioni si muovono continuamente in entrambi i sensi, secondo un processo efficiente ed efficace. La definizione di ambienti e orizzonti è una base fondamentale per il buon funzionamento della nostra organizzazione.

Vi invito a contattarmi e sarò felice di dare supporto e tutte le informazioni aggiuntive sulla metodologia e le applicazioni e sui corsi DDP (Demand Driven Planner) e DDL (Demand Driven Leader) che sono disponibili e sono il miglior strumento per comprendere come funziona DDMRP, la sua efficacia e, soprattutto, la sua effettiva semplicità!

Più informazioni sulla metodologia e sull’educazione:
Demand Driven Institute    

Più informazioni sulle applicazioni software:
b2Wise, Think Flow 
b2wise, i webinar 

Ecco alcuni altri articoli sulle applicazioni DDMRP:

https://www.linkedin.com/pulse/why-ddmrp-were-taking-right-path-luigi-rognoni

https://www.linkedin.com/pulse/ddmrp-another-good-reason-adopt-luigi-rognoni

DDMRP and related information © copyright 2022 Demand Driven Institute, all rights reserved

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